Costruire una nuovo modo di fare politica è il nostro sforzo.
Non è facile, non lo è per chi - come noi- è cresciuto e vissuto fino ad oggi nel vecchio. Per questo abbiamo bisogno dell'aiuto di chi ,oggi ,ha a cuore l'ideale della sinistra.
Abbiamo bisogno di quegli uomini e donne, di quegli studenti o lavoratori, di quei giovani o adulti o anziani che per la loro storia, la loro vita, il loro presente e il loro passato pensano ad un nuovo futuro.
Ambizioso?
Sì, ma senza un ideale gratuito e appassionato all'orizzonte che senso avrebbe impegnarsi...

sd.passirano@alice.it



mercoledì 25 marzo 2009

NUOVE INIZIATIVE SUL TERRITORIO...

" La Sinistra per Passirano" si prepara per la campagna elettorale che porterà alle elezioni amministrative il 6-7 giugno.

giovedì 26 marzo : banchetto al mercato di Passirano

domenica 30 marzo: banchetto nella pizza antistante la chiesa di Monterotondo

VENERDI 3 APRILE:
"il paese che vorrei..."
Assemblea pubblica a Monterotondo,
ore 20.45,
presso la Sala Civica di Monterotondo ( palestra della Scuola elementare)

L'USCITA DALLA MAGGIORANZA CONSILIARE: INTERVENTO IN CONSIGLIO COMUNALE

Pubblichiamo l'intervento letto nel Consiglio Comunale del 9 febbraio al fine di dare spiegazione circostanziata delle motivazioni che hanno indotto all'uscita dalla maggioranza.

In data 10 dicembre 2008 il gruppo cons. “la sinistra-l'arcobaleno” ha modificato il proprio nome in “ la sinistra per passirano”. Cambiamento che era già stato preannunciato nell'aprile 2008, proprio all'atto della costituzione del gruppo. Allora, infatti, dicemmo che la nascita del gruppo che faceva riferimento alla lista La sinistra- l'arcobaleno presentatasi alle elezioni politiche era solo l'inizio di un percorso che, pur denominandosi con un nome che ricordava la sconfitta elettorale, voleva continuare poiché non si possono mettere tacere le convinzioni, né soffocare la voglia di ripresa di una parte politica che , pur fuori dal parlamento, rimane viva tra la gente.
Oggi dichiariamo, pertanto, ai colleghi consiglieri che il gruppo è pronto a cambiare nome in “la sinistra per passirano”.
Il cambiamento, però, non è solo nel nome. Con lettera inviata al sindaco ed ai colleghi di maggioranza il 20 gennaio, il gruppo La sinistra per passirano ha espresso la volontà di dichiararsi autonomo dal gruppo Insieme per Passirano- Centrosinistra, dunque per rispetto a questo Consiglio Comunale a cui siedono i rappresentanti di tutti i cittadini di Passirano siamo a comunicarvi la nostra decisione di uscire dalla coalizione che rappresenta la maggioranza consiliare.
Lo stesso rispetto ci obbliga a darvi anche le motivazioni di tale scelta , motivazioni che compaiono già in una lettera da noi pubblicata sulla stampa locale, ma che ora vorremmo, pur brevemente, riprendere e circostanziare.
Due sono i fattori che stanno a fondamento di tale decisione. L'uno politico, l'altro più amministrativo.
Del primo abbiamo già detto molto in passato, ma vogliamo fare alcune puntualizzazioni.
Ci siamo costituiti come gruppo consiliare nell'aprile del 2008, ma tale scelta ebbe molte premesse e per la maggioranza non fu un fulmine a ciel sereno. Le scelte politiche nazionali ,che si iniziarono ad attuare già nella primavera del 2007 , ci avevano già portato a costituirci come associazione, ci avevano già portato a chiedere incontri di verifica politica della situazione che si andava creando. Non abbiamo mai voluto mettere la testa sotto la sabbia di fronte a ciò che accadeva e con la massima chiarezza e responsabilità abbiamo chiesto incontri di confronto e discussione con il gruppo che oggi fa capo al Partito Democratico. La nostra richieste sono state sempre disattese.
Non è stata mai fatta una reale politica di coalizione che portasse ad un riconoscimento delle differenze che via via si delineavano, differenze di noi non abbiamo mai avuto timore. Vogliano comprendere i colleghi consiglieri e chi siede nel pubblico che quando un gruppo politico non viene riconosciuto, non viene neppure ascoltato. E se non si è ascoltati, che senso ha continuare?

Dal punto di vista più strettamente amministrativo non si pensi che i consiglieri ,che oggi fanno capo al gruppo la Sinistra per Passirano, non abbiano mai fatto nulla. Anche se per tutelare responsabilmente l'unità e la coesione nella maggioranza non abbiamo mai propagandato proposte e
idee, ciò non significa che all'interno del centro sinistra noi si sia stati zitti e inattivi. Ma ancora ribadiamo che si deve perseverare nel lavoro e nelle proposte .
Abbiamo pungolato in tutti modi affinchè venissero messi in atto , anche solo in via sperimentale, strumenti di partecipazione attiva della cittadinanza alla vita politica , così come recitava il nostro programma elettorale ,. A dimostrazione della veridicità di quanto ora diciamo, ricordiamo il corso di formazione sulla Partecipazione che organizzammo con i Ds della zona. Corso che fu voluto ideato, organizzato e gestito da Passirano e in particolare dai componenti Ds che oggi siedono in questo gruppo. Un corso che voleva rappresentare l'inizio di un percorso sperimentale. Un percorso sempre rimandato, mai attuato.

Abbiamo pungolato in tutti i modo perchè si mettesse mano all'area culturale ed in particolare alla Biblioteca, che in questi anni ha cambiato troppi operatori, sintomo di problemi atavici, trascinati negli anni fino ad oggi. Una biblioteca che dovrebbe essere luogo centrale della cultura e che , invece, sopravvive in locali non idonei e attraverso quelle pochissime iniziative che, pur di pregio, non riescono ad essere mai adeguatamente comunicate , passando in sordina per la stragrande maggioranza delle cittadinanza.

Abbiamo chiesto che si affrontasse il problema della scuola in modo partecipato. Tutto il lavoro compiuto di previsione delle iscrizioni, delle future classi, dei futuri bisogni che la scuola nei prossimi anni avrà era la premessa per un coinvolgimento attivo della popolazione. Previsioni che dovevano essere funzionali ad una discussione con la gente sul tema della scuola e di un futuro assetto delle strutture scolastiche.

Non manchiamo di ricordare le proposte e le propositive critiche che abbiamo sempre rivolto per una politica sociale e giovanile più calibrata sugli effettivi bisogni del paese. . Abbiamo sempre portato elementi di criticità in questo senso, probabilmente sempre inascoltati.
Ricordiamo infine la nostra attenzione alle problematiche ambientali che ci hanno visto attivi in una ferma opposizione alla costruzione di una stalla nella valle del Longarone e in molteplici altri settori quali lo spostamento dell’antenna dall’edificio storico della ex scuola media e nel contenimento di nuove edificazioni nel pgt.
Potremmo ancora andare avanti, ma ci fermiamo qui.
Siamo consapevoli che avremmo potuto fare di più o fare meglio, fare prima o fare più tempestivamente.
Abbiamo agito in coerenza con la nostra responsabilità di amministratori e così continuiamo e continueremo.

martedì 17 febbraio 2009

LETTERA AL DIRETTORE

BRESCIAOGGI
Martedì 17 Febbraio 2009
PASSIRANO
Pd, un copione tragicomico
“La politica ha abbandonato la scuola?” E’ quello che ci si chiede all’indomani del Consiglio Comunale che a Passirano ha visto bocciata la mozione proposta dal gruppo consiliare la Sinistra per Passirano. Mozione che, mettendo in luce i punti nodali della riforma apportata alla scuola con la legge n.169 del 30 ottobre 2008, chiedeva al consiglio comunale sostegno per i gruppi ed per le associazioni che nella società, a vario titolo e in vario modo, portano avanti le istanze di una scuola , che con le nuove direttive rischia di essere depauperata di risorse e svilita nel suo ruolo di promotrice di cultura, di partecipazione e di cittadinanza attiva.
Stupisce, in qualche modo forse ferisce la coscienza politica di chi crede in un ruolo propulsivo e critico dei partiti, il fatto che a bocciare la mozione sia stato, insieme ai partiti della destra (Lega Nord e Lista civica Con Voi per voi, il Centro-Destra), il gruppo di maggioranza che si richiama al Centro-Sinistra, facendo capo al Partito Democratico. Stupisce che il sindaco e la maggioranza di Centro Sinistra non abbiano avuto la sensibilità di voler votare a favore di una mozione che interpretava il sentire di genitori, famiglie, e insegnanti che oggi combattono per una scuola migliore contro i tagli operati dalla legge n.169/08. Stupisce che il gruppo di maggioranza, che il Partito Democratico di Passirano - senza distinzione con i gruppi di diverso colore politico – additi sprechi e corporativismi nella scuola, senza voler citare le numerose problematicità che oggi l’istituzione scolastica si trova a dover affrontare con sempre meno risorse. E ancora stupisce che la politica voglia essere così cieca davanti a un mutamento culturale di tale sorta: una tragedia della cultura in cui la scuola, fonte di civiltà e di sapere, viene buttata in un aula del Parlamento non perché su essa si dibatta, ci si confronti nel rispetto di posizioni diverse, bensì perché su essa si impongano i dettami antipedagogici di una destra che taglia dove sa si annida il riscatto sociale e culturale dei più deboli e, in fondo, di noi tutti.
A Passirano si è consumato tragicomico copione di un Centro-Sinistra idealmente, culturalmente schiavo della Destra; un Centro-Sinistra che non oppone resistenze all’avanzare delle Destre; di un Centrosinistra che non ha capito che il tema della scuola deve essere difeso con le unghie e con i denti affinchè le dinamiche sociali che oggi vediamo, talvolta fatte di povertà ed ingiustizia, possano nel futuro trovare nei nostri figli interpreti lungimiranti e attori capaci.
Quali sprechi oggi nella scuola? Quali corporativismi? Tutto è migliorabile, tutto è perfettibile, è vero. La strada che si è scelta va, però, nella direzione contraria ad ogni miglioria possibile. Quando si tolgono insegnanti, quando si tolgono ore di aiuto e sostegno ai nostri bambini e ragazzi, si toglie il sangue stesso della nostra istruzione. Di quell’istruzione che deve, prima di tutto, poter portare al riscatto di ciascuno, che deve prioritariamente andare a coltivare ogni potenzialità, ogni intelligenza. Quell’istruzione che deve poter consentire a tutti, anche a chi è più in difficoltà, di sentirsi “bravo” nella tante intelligenze che oggi sappiamo poter scoprire in ogni alunno.
Non torniamo agli “asini” tra i banchi, non ritorniamo indietro in nome di tagli finanziari che non possono concentrarsi sulla scuola, poiché essa è il futuro dei nostri figli. E’ il futuro di noi stessi, del nostro Paese. Non lasciamo che la politica sia schiava dell’ignoranza, del qualunquismo, della “moda” di opinioni anacronistiche.
A Passirano abbiamo assistito ad una brutta pagina della politica. Quando la politica è miope, essa inciampa ad ogni ostacolo. Piccolo o grande che sia.Difendiamo la scuola per crescere cittadini sapienti, politici lungimiranti.
Roberto Avanzini
Capogruppo Consiliare de “La sinistra per Passirano”

lunedì 16 febbraio 2009

AI CITTADINI DI PASSIRANO...

Il 10 dicembre 2008 l'Assessore alla Pubblica Istruzione del comune di Passirano si è dimesso

Il 20 gennaio 2009 il gruppo “La Sinistra per Passirano” è uscito dalla maggioranza consiliare

Il 9 febbraio il gruppo “La sinistra per Passirano”
ha presentato in Consiglio Comunale
una mozione per la difesa della
scuola
in appoggio ai gruppi di insegnanti e genitori che si stanno battendo
contro la confusione creata dalla
nuova legge (169/2008).

IL SINDACO E LA MAGGIORANZA CONSILIARE
(Insieme per Passirano- Il Centro-Sinistra)

HANNO VOTATO CONTRO
con la Lega e il Centro-Destra

La politica ha abbandonato la scuola...??

Il testo della mozione, le motivazione dell'uscita dalla maggioranza e delle dimissioni dell'assessore su www.sinistrademocraticapassirano.blogspot.com

BILANCIO DI PREVISIONE 2009: "LA SINISTRA PER PASSIRANO SI ASTIENE"

Consiglio comunale del 9/2/09

Intervento in sede di dichiarazione di voto da parte del gruppo consiliare “LA SINISTRA PER PASSIRANO” sull’approvazione del bilancio di previsione 2009.

Signor Sindaco, signori consiglieri,

rileviamo con disappunto la corposità e la complessità di questo consiglio comunale: ben 18 punti all’ordine del giorno tra cui anche il bilancio di previsione; in solo cinque giorni di tempo risulta difficile per i consiglieri conoscere in modo approfondito tutti gli argomenti posti all’o.d.g.
Ciò compromette un contributo fattivo al dibattito politico e pregiudica la possibilità di esprimere un voto consapevole.
In altre parole, è un modo di operare che porta allo svilimento della massima arena deliberativa.

Tale considerazione vale anche, ed in particolar modo, per il bilancio di previsione. Il bilancio di cui si chiede l’approvazione in questa seduta è l’ultimo di questo mandato amministrativo, rileviamo come in passato, che non sono state accolte le nostre istanze di apertura e di partecipazione.
E’ un bilancio che si è formato nelle quattro mura della Sala Giunta senza il coinvolgimento dei consiglieri, nemmeno quelli della stessa maggioranza, visto che non siamo stanti interpellati, eppure la Giunta ha approvato lo schema di bilancio il 26 novembre e noi siamo fuoriusciti dalla maggioranza quasi due mesi dopo.

Questa è la dimostrazione che questa amministrazione, non solo non ha attuato gli obiettivi che si era posta nel programma elettorale: Rinnovamento – Partecipazione, ma ha utilizzato tali parole forse senza saperne il vero significato, semplicemente come slogan per poter incantare qualche idealista come me, come noi, che credeva ancora nella possibilità di un vero rinnovamento.

Rinnovamento della politica significa, per noi, ampliare i centri decisionali, partecipare e far partecipare i cittadini alla vita pubblica. Questo, in cinque anni, non è mai successo, non perché è difficile, impegnativo o faticoso educare alla partecipazione, ma perché non ci si è mai creduto fin dall’inizio, infatti un percorso partecipativo vero non è mai iniziato, perché certe sensibilità o le hai o non possono essere imposte.

Il bilancio partecipativo, inserito nel programma elettorale per accontentare gli idealisti come me, come noi, è oramai appurato che non fa parte della sensibilità di questa maggioranza.

I consiglieri si trovano spesso davanti a fatti già compiuti, come avviene, peraltro, in questo Consiglio dove la discussione quando avviene è solo la celebrazione di un rito senza spostare una virgola.

Traspare, nella sostanza, dopo cinque anni di amministrazione di questa maggioranza, una realtà
improntata ad una ordinaria routine, priva di significativi miglioramenti e per niente innovativa.

Non riteniamo opportuno entrare nel merito delle cifre ma è necessario fare qualche puntualizzazione sulla pubblicità e su alcune incongruenze di questo bilancio.

Riguardo la pubblicità, abbiamo notato che rispetto al passato, il bilancio non viene più inviato a tutti i consiglieri ma solo ai capigruppo. È solo risparmio di carta oppure una strategia per disincentivare la lettura del bilancio e quindi la divulgazione delle informazioni?

Un ultimo appunto su di una palese incongruità, sinonimo di poca serietà e correttezza, se il bilancio è stato approvato dalla Giunta il 26 novembre perché le relazioni dello sport e della pubblica istruzione vedono come referente politico il Sindaco; il nostro assessore si è dimesso dalla carica il 10 dicembre.

Per le motivazioni anzidette, il gruppo consiliare “la Sinistra per Passirano” esprimerà voto di astensione.

venerdì 13 febbraio 2009

NUOVE SCELTE, NUOVO RESPIRO PER LA SINISTRA A PASSIRANO

Sinistra Democratica nell'aprile 2008 è diventata gruppo consiliare all'interno della maggioranza con il nome di "La Sinistra-L'arcobaleno".Il 10 Dicembre 2008 l'assessore alla Pubblica istruzione Roberto Avanzini (consigliere del nostro gruppo) si è dimesso , constata l'impossbilità di collaborare fattivamente con la giunta comunale.Il 20 gennaio 2009 il gruppo consiliare "La Sinistra-l'Arcobaleno" ( denominatosi "La sinistra per Passirano" ESCE DALLA MAGGIORANZA CONSILIARE.Pronti a rendere ragione in qualunque momento pubblichiamo nei post che seguono l'intera vicenda. Tutto ciò a partire dall'ultimo evento: nel consiglio comunale del 9 febbraio il gruppo "La Sinistra per Passirano" ha presenteto una mozione sulla scuola in appoggio ai gruppi di insegnanti e genitori che si battono contro la confusione creata dalla legge 169/2008. Il sindaco e la mggioranza consiliare facente capo al Partito Democratico ha votato contro, accondandosi così alle scelta della Destra.Di seguito il testo della mozione

IL GRUPPO "LA SINISTRA PER PASSIRANO" DICHIARA IL NUOVO CAPOGRUPPO E LA MODIFICA DEL NOME



Passirano, li 10 dicembre 2008


Al Sindaco
Al Segretario comunale
e p.c. Ai Capigruppo consiliari

del Comune di Passirano (BS)



Oggetto: modifica denominazione gruppo consiliare “La Sinistra – L’Arcobaleno” in “La Sinistra per Passirano”



La sottoscritta Maria Buizza capogruppo consiliare per la “Sinistra L’Arcobaleno” comunica la modifica della denominazione del gruppo consiliare in “La Sinistra per Passirano” in coerenza con gli orientamenti assunti anche a livello nazionale dopo le elezioni politiche 2008. Chiede, pertanto, che l’argomento in oggetto venga posto all’ordine del giorno nelle prossima seduta utile del consiglio comunale ai sensi degli art. 15 dello Statuto e dell’art. 7 del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.

Il capogruppo consiliare designato è il consigliere Roberto Avanzini

Distinti saluti.

LA LETTERA INVIATA AL SINDACO IN CUI "LA SINISTRA PER PASSIRANO" DICHIARA DI VOLER USCIRE DALLA MAGGIORANZA

Passirano, 21/ 1/2009




Alla cortese attenzione del Sindaco

e dei Consiglieri Comunali del Gruppo “Insieme per Passirano-CentroSinistra”




OGGETTO: comunicazioni


Con la presente il sottoscritto Roberto Avanzini, in qualità di capogruppo de “ La sinistra per Passirano”, comunica che a partire da oggi 21 gennaio 2009 il suddetto gruppo consiliare, fino ad ora parte della coalizione di maggioranza facente capo a “Insieme per Passirrano-CentroSinistra”, si rende autonomo da essa. Pertanto, in sede di Consiglio Comunale si considererà autonomo nel voto ed in qualunque altra eventuale decisione.

Il gruppo “La Sinistra per Passirano”, consapevole dell'importanza di tale scelta, si rende fin da oggi disponibile a dare spiegazioni e chiarimenti in merito alle motivazioni di tale decisione, affinchè il dibattito politico possa essere utile strumento di confronto e di comprensione reciproca.



Cordiali saluti


Roberto Avanzini

9 FEBBARIO 2009: IL GRUPPO CONSILIARE "LA SINSITRA PER pASSIRANO" PRESENTA IN CONSIGLIO COMUNALE UNA MOZIONE IN DIFESA DELLA SCUOLA.

Pubblichiamo il testo della mozione in difesa della scuola che abbiamo presentato al Consiglio Comunale del 9 febbraio.
Il Sindaco e la maggiornaza hanno inaspettatamente votato CONTRO.

OGGETTO: Ordine del Giorno in merito alle conseguenze della legge169/ 30 ottobre 2008 sulla scuola pubblica e gli enti locali in riferimento all'indebolimento dell' offerta formativa e all'aumento dei costi per i Comuni

Premessa

La politica dell'attuale governo denigra costantemente con le parole di i fatti i lavoratori ed in particolar modo il lavoratore pubblico, stigmatizzato come “fannullone” e colpito nella sua dignità, oltre che nei suoi stessi diritti ( si pensi alla decurtazione di parte dello stipendio per i primi 10 giorni di malattia).
I lavoratori sono il sale del nostro paese. Nello specifico dei lavoratori della scuola, l'atteggiamento del governo svilisce la figura dell'insegnante, dimenticando che l'insegnante è lavoratore qualificato e che oggi in Italia percepisce lo stipendio più basso rispetto ai colleghi europei.
Il governo , inoltre, dimentica che screditare l'insegnante e la scuola pubblica nel suo insieme è un atteggiamento irresponsabile nei confronti di chi ( famiglie e minori) deve poter credere nell'autorevolezza e nella preparazione di coloro che guidano la formazione di bambini e ragazzi.

Considerato che :

- le scelte di politica del Governo per la scuola, università ricerca, formazione artistica e musicale spaziano dal taglio di migliaia di posti di lavoro, al licenziamento dei precari, al ritorno al maestro unico nella scuola primaria, all’assenza di risorse per i rinnovi dei contratti, (per il funzionamento della scuola, per il risanamento dell’edilizia scolastica) all’impoverimento ed affossamento della ricerca pubblica, anche con la chiusura di molti enti, alla privatizzazione delle università attraverso la formazione in fondazioni private, alle continue campagne diffamatorie contro la dignità dei lavoratori pubblici;
Rilevato che: - già da questo anno scolastico in tutte le scuole di ogni ordine e grado sarà introdotta anche una nuova scheda di valutazione con i voti espressi in decimi; - i contratti di lavoro differenziati e chiamata diretta per gli insegnati e personale Ata, porterebbero alla privatizzazione dell’istruzione pubblica e trasformazione degli istituti statali e delle Università in fondazioni private; - il piano di razionalizzazione per la scuola che la Gelmini sta mettendo a punto avrà un impatto devastante per la scuola pubblica, in quanto esso contiene tagli per circa 8 miliardi di euro nei prossimi tre anni, il personale subirà una riduzione di oltre 129.500 unità di cui 87.000 docenti e 42.500 Ata; - i tagli vengono decisi contestualmente alla irresponsabile riduzione dell’obbligo di istruzione, e comporteranno, fra l’altro: aumento dei costi per le famiglie, la riduzione del tempo scuola, l’aumento del numero degli alunni per classe, il ridimensionamento del tempo prolungato e del tempo pieno, la possibile riduzione degli insegnanti di sostegno, difficoltà crescenti per l’integrazione degli alunni stranieri, fino a compromettere, in molte situazioni, il normale funzionamento della scuola;



Visto che :
- si verificherebbe il blocco totale del turn over, delle assunzioni per i precari e dei bandi per le scuole di specializzazione Ssis; - col Decreto legge n. 37 del 1 settembre 2008 convertito in legge 169 del 30 ottobre 2008 viene radicalmente modificata l’organizzazione didattica e l’offerta formativa della scuola pubblica con la riduzione del tempo scuola obbligatorio e la reintroduzione del maestro unico sia nella scuola elementare che in quella dell’infanzia; - il provvedimento non rappresenta solo un problema occupazionale, ma soprattutto una questione di qualità della scuola e di scelta pedagogica (la pluralità docente ha permesso in questi anni di approfondire la conoscenza disciplinare ed ha rafforzato lo spirito di collaborazione rendendo la scuola una comunità di conoscenze).


Constatato che :
- tali provvedimenti governativi potrebbero comportare pesanti conseguenze anche per le scuole di Passirano. Infatti: secondo quanto dichiarato dall’ANCI “ I tagli previsti indeboliranno il sistema dell’istruzione, in controtendenza con gli ingenti investimenti che i comuni fanno per sostenerlo, soprattutto nella scuola primaria, ma faranno aumentare la pressione nei confronti dei comuni perché facciano fronte alle esigenze che si verranno a creare per garantire a tutti il diritto allo studio. Non vanno poi trascurate le inevitabili ripercussioni sociali, la mancata conciliazione dei tempi, con forti penalizzazioni per le donne e per il loro lavoro, immaginando in alcuni casi anche la rinuncia o la riduzione degli impegni lavorativi. Nei comuni più grandi l’accorpamento o la chiusura di scuole e comunque l’aumento degli alunni per classe, comporterà il sovraffollamento delle aule previste per contenere fino ad un numero massimo di 25 alunni e che potrebbero quindi risultare non a norma. Vi sarebbero di conseguenza problemi sia di ordine pratico che finanziario per permettere a messa a norma e la ristrutturazione degli edifici...”; - il taglio del personale e la riduzione di orario previsti dai provvedimenti governativi nella scuola dell’infanzia statale e nella scuola primaria statale, unitamente alle già presenti difficoltà a garantire il personale di sorveglianza in alcune situazioni della scuola elementare, rischia di rendere sempre più difficoltoso e costoso (per le famiglie e per il Comune) questo essenziale servizio; potrà comportare la contrazione del tempo pieno e prolungato costringendo le famiglie alla scelta della scuola privata
- i tagli delle cattedre in questo caso potrebbero oscillare secondo le stime del Cesp (Centro studi per la scuola pubblica) dagli 80 alle 110 mila unità; - le mancate compresenze e l’insegnante unico vanificheranno i progetti di integrazione degli alunni stranieri e le scuole si rivolgeranno al Comune per avere mediatori culturali e risorse per gli alfabetizzatori, quando già oggi l’ente locale supplisce alle carenza economiche della scuola;
-le ultime notizie in merito alla possibile creazione di classi di alunni stranieri screditano la scuola italiana, rendendola inadeguata a rispondere alle esigenze di una realtà in cui gli studenti stranieri costituiscono una fonte di ricchezza per la scuola stessa, per i suoi programmi, per quegli stimoli culturali e didattici che lo straniero porta e che stanno diventando risorsa , motore di rinnovamento e di sperimentazione continua.


Considerato che :
- L’insieme di tali provvedimenti per la loro entità e qualità si configurano come il tentativo di smantellare la scuola pubblica e di compromettere il diritto allo studio per tutti;


Il Consiglio Comunale di Passirano impegna il Sindaco e la Giunta : - a mettere in atto, unitamente all’assemblea consigliare e a tutte le forze operanti sul territorio, le iniziative necessarie a respingere i provvedimenti sopra descritti, in difesa della libertà d’insegnamento, dei diritti dei lavoratori e della scuola pubblica.




2 febbraio 2009 il Giornale di Brescia pubblica la lettera in cui si dichiara l'uscita dalla maggioranza e si motivano le dimissioni dell'assessore

Scriviamo questa lettera ai cittadini di Passirano perchè possano capire motivazioni e storie delle scelte politiche che si stanno attuando. Scriviamo questa lettera a tutti coloro che vogliano leggere un frammento, tra i tanti raccontabili, di una Sinistra che cerca di sopravvivere nel caos politico e sociale che le si muove attorno; di una Sinistra che cerca se stessa , forse indebolita, forse debole ma – per sua stessa natura – tenace.
Dal 2004 Passirano è governato dal Centro-Sinistra: una maggioranza composta dagli allora Ds e dalla Margherita, uniti in un'unica lista denominata “Insieme per Passirano- CentroSinistra”.
Una lista che si presentò alle elezioni con l'ambizione di governare segnando una svolta, con l'ambizione di essere il miglior governo possibile per il paese. Un'ambizione che ogni gruppo politico deve avere, un'ambizione sostenuta da un'indomita e indomabile passione politica che è la forza stessa di ciascuno. Nel 2004 vincemmo le elezioni, iniziammo a lavorare nonostante i fisiologici problemi, che di volta in volta emergevano. Quando la campagna elettorale finisce, l'entusiasmo viene ogni giorno messo alla prova dalle mille questioni che ci trova ad affrontare, questioni in cui si devono fare scelte importanti, scelte in cui il semplice alzare la mano decide del futuro di una comunità, ma anche della propria personale coerenza. Scelte in cui il dubbio di sbagliare attanaglia, ma in cui la responsabilità di governare impone di agire, decidendo a volte il male minore o – se si preferisce - il bene maggiore. La politica, quella vera, è anche questo: scegliere quando le opzioni sul tavolo impongono compromessi difficili e necessari; scegliere responsabilmente, ma lasciandosi guidare dall'ideale del Bene Comune.
Due anni fa la nascita del Partito Democratico fu l'evento politicamente più difficile, personalmente più sofferto. I nostri partiti, le nostre legittime case si disgregarono: per i più vecchi si cancellava una storia vissuta; per i più giovani si cancellavano in un attimo le speranze di un futuro in cui costruire una Sinistra nuova, pur nell'eredità del suo passato. La costruzione del Partito Democratico non fu una qualunque “bega di partito”, non fu uno tra i tanti rimescolamenti politici: fu una cancellazione di storie. A Passirano le conseguenze furono immediate. La disgregazione dei Ds vide una dolorosa separazione: non tutti accettarono di fondersi del Partito Democratico, non tutti accettarono di cancellare la propria eredità. Ci attaccammo con le unghie e con i denti a ciò che rimaneva della Sinistra , cercammo di ricostruire qualcosa dalle macerie che c'erano dopo la costruzione del PD. Prima ci fu Sinistra Democratica, poi La Sinistra- L'Arcobaleno. Rimanemmo fedeli alla nostra maggioranza consiliare, pur costituendoci come gruppo interno ad essa. Chi legge voglia vedere tutto ciò come ciò che veramente fu: il tentativo di rimanere dentro la Sinistra, senza compromettere i nostri impegni elettorali; la volontà di continuare a fare politica per creare una nuova Sinistra e al contempo la responsabilità di rimanere fermi, determinati a portare a termine le promesse per cui eravamo stati eletti. Abbiamo così continuato a lavorare nella maggioranza, in modo trasparente e chiaro, spiegando le nostre scelte politiche e sempre esprimendo la certa volontà di continuare nel lavoro amministrativo con la medesima determinazione. Forse per ingenuità, non ci accorgevamo che lentamente, ma inesorabilmente, lo spirito che doveva unire la maggioranza diventava sempre più debole e ad esso subentrava la paura. Paura da parte di chi ci dirigeva di perdere consensi, paura di essere chiari verso la gente, paura di far sapere, di far conoscere il lavoro amministrativo. Una paura che è stata il leit motiv di questa amministrazione, una paura che non ha permesso di capire le istanze della gente, dei vari comitati nati in questi anni e una paura che non ci ha permesso di continuare ad essere parte attiva della maggioranza. Additati come radicali quando abbiamo portato avanti la necessità di realizzare quanto avevamo promesso in merito alla partecipazione, guardati con sospetto quando chiedevamo documenti o spiegazioni particolari, ci siamo lentamente sentiti estranei a questa maggioranza, che ci vedeva come minaccia alla sua stabilità. Abbiamo resistito quanto potevamo e quanto era giusto per onorare gli impegni presi, mantenendo il nostro essere e la nostra dignità. Sì,.. quando non si è riconosciuti come protagonisti attivi nell'amministrare, ne va della propria dignità politica e della conseguente azione. A novembre ci è stato chiesto di portare in Consiglio Comunale una mozione sulla scuola. Da tempo questa richiesta era stata fatto da noi, e da tempo ci era stata data come risposta l'indifferenza. Comunque, accettammo il proposito della maggioranza, credendo di poter valutare insieme l'ipotesi di mozione attraverso il confronto politico necessario ad una coalizione quando deve stendere un documento comune. Purtroppo non fu così: a novembre il testo della mozione era già stato redatto dalla maggioranza, a noi si chiedeva solo di alzare la mano. L'assessore alla Pubblica Istruzione, membro del nostro gruppo consiliare, non era stato neppure consultato per quella mozione, per quel testo di mozione che additava i corporativismi all'interno della scuola e gli inutili sprechi in essa. Una mozione inaccettabile per i contenuti e per metodi con cui ci veniva proposta.
Il 10 dicembre l'assessore alla Pubblica Istruzione di Passirano si è dimesso a causa della constata impossibilità di collaborare attivamente con la maggioranza, che privava lui e il suo gruppo della possibilità di fare proposte politiche, possibilità che si concretizza solo quando in una coalizione c’è fiducia e rispetto delle reciproche idee e competenze . Oggi comunichiamo che il Gruppo Consiliare “La Sinistra- L'Arcobaleno” ( di recente denominato “ La Sinistra per Passirano”) si rende autonomo dal gruppo di maggioranza “Insieme per Passirano – CentroSinistra”.
A giugno Passirano andrà a elezioni: avevamo l'illusione di poter creare un CentroSinistra unito, dal Pd alla Lista Civica. Abbiamo lavorato per mesi a questo progetto. Crediamo ancora che questa sia l'unica vera possibilità, ma con amarezza constatiamo che da un parte ci si muove verso il centrismo, dall'altra non si ha il coraggio di dirsi “di Sinistra”. Noi rimaniamo.. Continuiamo a credere in una Sinistra nuova e onesta. Noi non ci vergogniamo di essere La Sinistra.

APRILE 2008: SI FORMA IL GRUPPO CONSILIARE LA SINISTRA L'ARCOBALENO

Pubblichiamo l'articolo di "Passirano notizie" che riprende il nostro intervento in Consiglio Comunale.


Nasce un nuovo Gruppo Consiliare, perchè?

Lo scorso aprile, attraverso un lettera rivolta al Sindaco ed al Consiglio Comunale, è nato il gruppo consigliare denominato “La Sinistra-L’Arcobaleno”. Una scelta nata prima delle elezioni politiche, una decisione presa appositamente senza conoscere quello che sarebbe stato il risultato elettorale al fine di rendere il progetto, che si aspirava ( e si aspira ) costruire, indipendente dal voto. Un’indipendenza dal voto e dal risultato stesso che è il punto centrale della decisione di costruire “la Sinistra-L’Arcobaleno”: potevamo essere più prudenti, potevamo calcolare meglio il rischio a cui andavamo incontro, potevamo aspettare. Non abbiamo voluto farlo. Non abbiamo voluto mettere in atto quelle tattiche di vecchia politica che spesso scambiano la virtuosa prudenza con il comodo opportunismo. Avevamo un desiderio, un passione e abbiamo voluto renderlo vivo , senza maschere , senza travestimenti . Questo per noi è politica.
Parafrasando una frase del Vangelo di Matteo potremmo dire che anche in politica “ad ogni giorno basta la sua pena”. Vivere il proprio ideale politico appiattendolo nella strategia, nella tattica che guarda sempre al domani per programmare come prendere o mantenere o ristabilire il consenso, ci toglie la libertà dell’essere, del rinnovarsi, del migliorarsi.
Scegliere di creare un Gruppo Consiliare alla vigilia delle elezioni politiche è stato un rischio , una scommessa che non ci vergogniamo di aver intentato. Nonostante ciò, sarebbe ipocrita non ammettere che la competizione elettorale dell'aprile scorso ha lasciato una Sinistra in pezzi. Sarebbe ipocrita non solo non ammettere la disfatta di un ‘lo non ammettere la disfatta dula disfatta du un ' perso dopo una competizione elettorale che ha visto la Sinistra tutta andareintera parte politica, ma anche non dire che una seria autocritica era, ed è, doverosa.
Le ultime elezioni politiche hanno messo un punto fermo alla storia della Sinistra degli ultimi anni, ora è il momento di andare a capo. E' il momento di iniziare una riga nuova in una pagina del nostro tempo che non è certo scevra di difficoltà, di rischi, di incertezze. Abbiamo deciso, pertanto, di continuare a seguire il nostro percorso , il nostro progetto di una Sinistra unita, non per ottusità, bensì per coerenza.
Rimane di certo immutata la collaborazione all'interno della coalizione che nel 2004 vinse le elezioni amministrative, rimane la determinazione a perseguire gli obiettivi che scrivemmo nel nostro programma elettorale . La formazione del Gruppo Consiliale “ La Sinistra -L'Arcobaleno” non pone incertezze su ciò che sottoscrivemmo nel 2004, anzi sarà un impulso a portare avanti quei punti programmatici in cui abbiamo creduto. Dal 2004 ad oggi molte cose sono cambiate, a partire dalla svolta storica che ha portato al dissolvimento dei due partiti che formavano L'Ulivo per formarne un unico, innegabilmente proteso verso il centro, spesso dimentico dell'eredità storico-politica della Sinistra.
Rinnovamento e cambiamento sono il sale della politica, noi rimaniamo senza pudori tesi alla costruzione di una nuova Sinistra, iniziando dal qui ed ora. Da oggi, da Passirano; iniziando da quei progetti politico- amministrativi che volevamo ci caratterizzassero e che , purtroppo, ad ora abbiamo realizzato solo molto poco , o per nulla. Il tema della partecipazione politica è , rimane centrale oggi, a Passirano. Troppo pochi sono i dispositivi di partecipazione aperti sul territorio, misero è l'impulso che abbiamo dato all'incontro, al confronto tra i cittadini.
Non molti sono i mesi che ci allontanano dalle prossime elezioni amministrative. In poco tempo non si può riparare ad un percorso che non è stato costruito in cinque anni. Ne siamo consapevoli ed è per questo che rilanciamo un cantiere delle Sinistra, che a partire da questo tema possa essere strumento di elaborazione , di lavoro per un futuro che chiede il contributo fattivo di tutti, non solo di qualcuno.

giovedì 6 dicembre 2007

Sinistra Democratica si presenta al Consiglio Comunale

Sinistra Democratica, in occasione del Consiglio Comunale del 27 Novemvre, ha ritenuto opportuno presentarsi ai colleghi consiglieri.
Conferire nei fatti al Consiglio Comunale e , dunque, ai colleghi consiglieri un ruolo politico che hanno e che li rende rapresentanti dei cittadini non è nulla di disdicevole, anzi. La scelta di Sinistra Democratica ha voluto dare, con questa comunicazione, dignità politica ad un organismo che, spesso, dibatte questioni amministrative che sembrano avulse dalla politica.
Dispiace che per taluni questi intenti, non siano stati chiari.
Sinistra Democratica ha inteso, comunque, chiarire che la nascita del movimento politico non farà venir meno gli impegni presi, con tutto il centro-sinistra, nella stesura del programma per cui, nel 2004, fummo eletti.

Gentile Sindaco,
colleghi consiglieri,

chiediamo la parola, pur fuori dal ordine del giorno del consiglio comunale che si è chiuso, per poter fare una comunicazione di natura politica che ci preme particolarmente.

Poiché riteniamo importante dare valore a questo luogo non solo come momento di decisione amministrativa, ma anche come incontro di sensibilità politiche diverse rappresentanti la vivacità sociale e culturale del paese, ci pare doveroso dare riscontro ai colleghi e al Sindaco della situazione politica che oggi si va delineando all’interno del centro-sinistra a partire dal livello nazionale.

La nascita del Partito Democratico ha visto l’inizio di un percorso nuovo che , seppur veda come protagoniste le medesime persone, delinea una situazione in cui altri soggetti politici si formano e lavorano.
A Passirano, come di certo tutti sanno, una parte dei Democratici di Sinistra ha fatto la scelta di non aderire all’importante progetto del Partito Democratico per confluire nella costituzione di ciò che oggi è ancora un movimento e non un partito, ossia Sinistra Democratica.
Sinistra Democratica ha avuto l’occasione di presentarsi ufficialmente giovedì 22 Novembre alla cittadinanza e, questa sera, intende dare spiegazione della sua esistenza al consiglio comunale.

La nascita di questo movimento rappresenta una decisione politica e culturale di perseguire intenti che fanno riferimento alla sensibilità e alla passione politica dei suoi membri; a Passirano , Sinistra Democratica vede una presenza di suoi rappresentanti nel consiglio comunale e in giunta.
Possiamo comprendere che tale situazione possa far sorgere legittimi dubbi e domande nei colleghi consiglieri, soprattutto d’opposizione. Ci preme , pertanto, chiarire - in modo lucido e trasparente- che la situazione storica che stiamo vivendo, le strade che ci stiamo costruendo, l’esperienza politica nuova che stiamo facendo crescere, pur caratterizzandosi per l’autonomia d’iniziativa, non inficia in nessun modo gli impegni presi con tutto il centro-sinistra quando nel 2004 costruimmo, insieme, il nostro programma.
Pertanto, Sinistra Democratica continuerà a lavorare nel centro-sinistra, insieme ai colleghi, per il buon esito del nostri mandato nel rispetto degli impegni presi con gli elettori.

giovedì 8 novembre 2007

Incontro pubblico per riflettere, capire, pensare...oltre ogni slogan...

L’ eredità della storia ,
la coscienza del presente,
le prospettive per il futuro:

costruire la Sinistra,
insieme.

Walter Baroni
( facoltà di Scienze della Formazione, Università Bicocca)
Arturo Squassina
(consigliere regionale, Sinistra Democratica)

GIOVEDI 22 NOVEMBRE ,
20.45 presso la Sala Civica di Passirano (Via Garibaldi)

domenica 21 ottobre 2007

A Passirano: Sinistra Democratica...

Cosa faremo dopo la primarie del Partito Democratico?
Chi saremo e dove andremo?
Quando abbiamo deciso di votare, al congresso, per il no – secco ed assoluto- al progetto del Partito Democratico avevamo, ancora, la segreta, recondita speranza che, forse, qualcosa sarebbe cambiato.
E’ stata una vana speranza: oggi affrontiamo la costituzione del Partito Democratico, la fine dei Democratici di Sinistra, la fine di una storia che ha parlato di Pci, di Pds, di Ds.
Quella storia finisce in nome di un progetto nuovo che, si dice, parlerà alla gente tutta, al di là delle categorie politiche che, da secoli, permeano la politica.
Nasce il partito Democratico, ma non nasce da solo.
Un progetto diverso si prospetta per chi, ancora, non crede che il tempo sia maturo per la fusione di partiti che portano ancora, sulle spalle, eredità troppo diverse per essere assimilate.
Un progetto diverso si prospetta per chi crede che la Sinistra non possa chiudersi con la rapidità di decisioni verticistiche che decretano l’obsolescenza di categorie politiche e di partiti che hanno culture e radici profonde e solide.
Per chi crede nella Sinistra, oggi, si apre la strada per costruire Sinistra Democratica: non uno tra i tanti partitini, non l’ennesima divisione della Sinistra ma l’impegno, lo sforzo ( si badi bene: l’impegno, non la certezza calata dall’alto) per creare unità , l’unità della Sinistra.
Anche a Passirano, come in numerose realtà, Sinistra Democratica ha iniziato a vivere ed a operare con la forza e la tenacia di chi non ha ceduto alle sirene lusingatrici, al suadente canto del progetto veltroniano.
Non possiamo ancora dire se e come il progetto di Sinistra Democratica di realizzerà: si lavora giorno per giorno, costruendo un percorso ambizioso, difficile ma l’unico possibile. L’unico possibile per chi non crede che la politica si faccia solo per “arrivare al governo”, di chi crede nel profondo valore culturale della politica che sta alle radici della società, che interpreta i bisogni e le aspirazioni della gente affinché essi non vadano perduti.
L’urlo dell’antipolitica, l’urlo della rivendicazioni del V-day è l’urlo di chi oggi ha smesso di riconoscersi nella politica della lottizzazione del potere. <<>>. Come dare torto a tutto questo? Come rinnovare ciò che lentamente muore, tenuto in vita dalla smania di potere di pochi? Come ritornare al legame solido e vero con la gente?
Urge una risposta.
Sinistra Democratica - forza nuova , impegno dal basso, movimento che ancora sta cercando e lavorando per definirsi- potrà e dovrà dare quella risposta. Questi suoi primi mesi di vita, già segnano - si noti bene – un cambiamento: Sinistra Democratica, oggi, non ha un leader forte, non ha un leader mediatico, non ha una guida sicura che dica – dall’alto- cosa fare.
Per qualcuno questo rappresenta la sua debolezza, ma in realtà ciò è la sua inestimabile forza, la forza di persone che lavorano non per un capo o un apparato di potere, ma per la sola voglia di far vivere ciò in cui credono : la Sinistra. Quale esempio migliore di apertura? Quale dimostrazione più grande di partecipazione? Con Sinistra Democratica non si muove la potenza di un partito, ma un’associazione di persone che, magari con passo lento, si rivolge alla società interrogandosi e costruendo risposte vere, lontane dall’autoreferenzialità delle “beghe” di partito, lontane dalle finzioni partecipative, lontane dalla demagogia di chi invoca la partecipazione delle primarie e, al contempo, la relega ad un voto su liste bloccate.
<>>. Ancora, seppur dopo più di vent’anni, il pensiero di Enrico Berlinguer è pregnante, profondo, tagliente: raccogliamo l’eredità di queste parole facendo di esse il sale della nostra azione. Leggiamo e rileggiamo la nostra storia non per chiuderci anacronisticamente in essa, ma per trovare in essa stimoli e strumenti per continuare il nostro impegno, calandola nell’oggi : essa ha ancora molto da dire, ha ancora molti giovani da affascinare e molti vecchi da ammaestrare.

Maria Buizza
Sinistra Democratica di Passirano
www.sinistrademocraticapassirano.blogspot.com

lunedì 24 settembre 2007

Il Piano di Governo del Territorio: riflessioni e proposte di Sinistra Democratica

PREMESSA

L’attuale strumento urbanistico è stato ritenuto superato dalla giunta di centro sinistra agli inizi della passata legislatura anno 1999/2000;

Il ritardo accumulato nella stesura del nuovo strumento urbanistico ( è stato regolamentato solo il nucleo antico) è senza dubbio elevato .


Occorrono, oggi, regole chiare e snelle che coniugando l’ordinato sviluppo del territorio con l’incremento demografico mantengano negli anni a venire la fisionomia di Passirano dotandolo di moderni servizi e strutture adeguate.

Nel mese di marzo 2005, la regione Lombardia, ha promulgato la nuova legge di governo del territorio; detta legge cambia radicalmente le modalità di gestione dello stesso, da tutti conosciute e applicate a partire dal 1976.

Il piano di governo del territorio è articolato in tre atti, dotati di propria autonomia di gestione e previsione , ma concepiti all’interno di un unico processo di pianificazione cosi nominati:
· Documento di piano (strumento per esplicitare gli obbiettivi e le azioni per un corretto sviluppo economico e per la valorizzazione delle risorse disponibili)
· Piano dei servizi (strumento per esplicitare l’armonizzazione tra gli insediamenti ed i servizi necessari)
· Piano delle regole (strumento che regola l’ edificazione in un contesto di salvaguardia della qualità urbana e territoriale)
Il piano del governo del territorio si completa con l’approvazione del piano paesaggistico, della carta geologica e del piano di zonizzazione acustica.

OBIETTIVI GENERALI

Affrontare e gestire attraverso il Piano Di Governo del territorio il futuro di Passirano offre a noi la possibilità di determinare il cambiamento e la modernizzazione che i cittadini ci hanno richiesto.

Nel contesto di salvaguardia e di contenimento del consumo del suolo, di reperimento di risorse economiche per il potenziamento dei servizi erogati alla popolazione, occorre attivare una politica di riequilibrio tra le aree residenziali, produttive e commerciali

Negli scorsi anni si è registrato un incremento abitativo maggiore di quello previsto nel programma elettorale; nel contempo è rimasta pressoché invariata l’estensione delle aree produttive

Le aree di completamento sono in larga misura costruite, ciò facilita un processo di programmazione e gestione degli interventi che consenta di raggiungere lo scopo di rientrare nei limiti di insediamento proposti nel programma elettorale del centro-sinistra.

E’ sotto gli occhi di tutti che la fisionomia del paese è cambiata, sono scomparse attività produttive e singole abitazioni e, al loro posto, sono stati costruiti alloggi di ridotte dimensioni che hanno principalmente soddisfatto il mercato esterno, accentuando le problematiche connesse alla viabilità e ai servizi.

OBIETTIVI DEL DOCUMENTO DI PIANO

L’obiettivo generale del Piano di Governo del Territorio deve riguardare la qualità dell’ambiente, degli spazi aperti, la sostenibilità delle scelte in un quadro di equilibrio tra consumi di territorio e produzione delle risorse necessarie

Le basi di partenza per raggiungere gli obiettivi sopra esposti sono contenute nel programma presentato ai cittadini in occasione degli impegni presi in questa tornata amministrativa:

-gestire il territorio in modo corretto e oculato affinché esso non sia meramente consumato, bensì salvaguardato;
-contenere l’incremento abitativo prevedendo l’insediamento di 100/120 persone all’anno;
-consentire ai cittadini residenti di poter soddisfare le necessità abitative proprie e dei loro familiari;
-garantire la possibilità di espansione alle aziende produttive artigianali o industriali;
-migliorare la viabilità complessiva del comune mediante la realizzazione di alcune bretelle di collegamento e la creazione di sensi unici;
-produrre le necessarie risorse per mantenere e potenziare i servizi esistenti con l’obiettivo di contenere la tassazione individuale;
-mantenere la fisionomia di Passirano nella condizione attuale, al fine di consegnare alle generazione future un territorio correttamente gestito e salvaguardato.
-curare la tipologia ed il modo di costruire salvaguardando la realtà esistente ed inserendo le nuove costruzione in modo armonioso nel contesto in cui sorgono.


OBIETTIVI DEL PIANO DELLE REGOLE

· Tutela e salvaguardia dei centri storici recependo la normativa approvata nel 2005 dal consiglio comunale.
· Tutela e salvaguardia di edifici monumentali, di alcune ville padronali e relative pertinenze;
· Tutela e salvaguardia delle colline, delle zone boschive, delle zone umide ed idrogeologiche;
· Tutela e salvaguardia degli edifici storici e delle cascine rurali esistenti con specificazione delle modalità di intervento.
· Tutele e salvaguardia delle zone agricole con particolare riferimento alla viticoltura
· Contenimento del consumo del suolo nei limiti necessari al raggiungimento degli obbiettivi di incremento della popolazione.
· Riduzione dei rapporti tra superficie edificata e aree messe a disposizione al fine di garantire maggiori spazi filtranti, coni di visualità aperti e aree a verde
· Contenimento dei rischi di erosione del territorio collinare e pedecollinare
· Introduzione del parametro della superficie lorda di pavimento quale misura di controllo della quantità da edificare, in sostituzione del vecchio parametro volumetrico;
· Mantenere invariata la norma attualmente in vigore che regola l’altezza degli edifici con lo scopo di impedire la realizzazione del terzo piano
· Prevedere una più puntuale disciplina per le destinazioni d’uso delle attività produttive in riferimento alle attività commerciali;

OBIETTIVI DEL NUOVO PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO

A) Edilizia residenziale

· Il concetto guida da perseguire deve riguardare la soddisfazione dei bisogni concreti dei residenti attraverso una gestione oculata del territorio che mantenga l’incremento abitativo, nel quinquennio di durata del piano, intorno alle 500/600 persone;

· La scomparsa degli indici consente di programmare gli interventi nel nucleo edificato e conseguentemente mantenere Passirano nelle condizione attuali; inoltre renderà possibile la pianificazione edificativa con l’inserimento di nuove aree, gestite direttamente dall’amministrazione.

· Per centrare un obiettivo così importante bisogna stabilire che l’inserimento e la gestione delle nuove aree, sia funzionale agli obiettivi di miglioramento della viabilità e di razionalizzazione del territorio. Dovrà fare ciò l’amministrazione comunale che, oltre a garantire una oculata gestione, dovrà recuperare alla comunità parte delle risorse che l’inserimento di dette aree determina.
· Si fa osservare che, per affrontare in modo organico il problema della viabilità, occorre prevedere la realizzazione di alcune bretelle di collegamento (via Castello con via Roma), via Cadendone con via Marconi e via Brognolo, via Marchiani con via all’Angelo, via Matteotti con la bretella della tangenziale ).
. Si dovranno inserire nuove aree divise per comparti con l’obiettivo di soddisfare le necessità abitative di privati cittadini.
. Si dovranno offrire ai residenti alloggi a prezzi calmierati (tramite cooperative o con la gestione diretta dell’Amministrazione) e migliorare la viabilità.
· Le residue aree di completamento andranno mantenute e la tipologia della nuova abitazione dovrà essere uguale a quelle esistenti nelle vicinanze.
· Le richieste di inserimento di nuove aree di completamento devono soddisfare il reale bisogno del richiedente, in particolare per la costruzione della prima casa. La tipologia della nuova casa dovrà essere uguale a quelle esistenti nelle vicninanze.
. Si attuerà il controllo e la gestione delle zone edificate attraverso il concetto di territorio edificato. Pur consentendo la demolizione e la ricostruzione di un fabbricato, si dovrà obbligare al mantenimento dei volumi esistenti.
.Consentire la possibilità di recupero dei sottotetti per tutti gli edifici, mantenendo inalterata l’attuale altezza di piano che corrisponde a m 7,50 dal piano di campagna e alla condizione che il recupero del sottotetto mantenga l’edificio nella sagoma esistente,.
.Consentire nei lotti saturi un modesto incremento volumetrico che soddisfi eventuali necessità di ampliamento da parte del proprietario ( detto incremento non si concederà in presenza di demolizione e ricostruzione)
· Conservazione della corografia con vincoli paesaggistici.

B) Edilizia produttiva


L’ultimo intervento di lottizzazione produttiva è stato realizzato negli anni 93/98 a Camignone, l’intervento si è concretizzato e concluso in pochissimo tempo soddisfacendo principalmente alcune richieste di imprese del territorio, lasciando un certo spazio ad imprese provenienti dall’esterno.
In questi anni sono state avanzate alcune richieste di nuove aree produttive da parte degli operatori e delle imprese che operano nel territorio.

Credo sia necessario inserire nel nuovo piano di governo del territorio nuove aree produttive al fine soddisfare le esigenze di :
· ampliamento delle imprese che operano nel territorio,
· creazione di nuove imprese e l’insediamento di nuove attività produttive e commerciali,
· dotare di servizi alcune aree per riqualificare l’assetto viario delle zone industriali, con particolare riferimento a di via Adua,;

c) EDILIZIA COMMERCIALE.

Nel nostro Comune l’unico intervento di edilizia commerciale è stato realizzato a Camignone lungo la tangenziale;

A nostro avviso la nuova disciplina per le attività commerciali deve prevedere:
· nei centri e nuclei storici solo “botteghe” e attività commerciali di vicinato
· nelle aree edificate le medie strutture di vendita potranno essere fino a 300 m2
· nelle aree produttive, potrà esserci l’insediamento di attività terziario direzionali e commerciali con strutture di vendita fino a 2500 m2






Conclusioni

Gli obiettivi qui elencati sono, in sintesi, l’impalcatura di un percorso che Sinistra Democratica ritiene importante possa essere la base di un’ampia discussione, che dovrà coinvolgere la cittadinanza attraverso incontri da gestire con le frazioni.
Ciò nell’ottica un percorso di confronto e di raccolta di spunti e suggerimenti.

Tutte le proposte che, speriamo, al popolazione avanzerà saranno valutate nell’ottica dell’interesse generale di salvaguardia dell’intero territorio del Comune. Tali proposte saranno utili ed importanti al fine di realizzare una sintesi coerente e condivisa.

Sinistra Democratica apre il confronto su questo documento programmatico; esso, infatti, pur rappresentando la linea politica di Sd, non intende porsi come esaustivo.
Riteniamo, infatti, che la politica debba – oggi - incentivare confronto e discussione a partire da quei temi locali che sollecitano tutti .
Poniamo, dunque, questo nostro scritto all’attenzione della cittadinanza affinché possa essere discusso, semmai integrato o migliorato, attraverso la collaborazione di chi ne condivide lo spirito e intende, con noi, farlo crescere.

In ultimo, Sinistra Democratica propone , al fine di dare valore al rapporto con i cittadini, la creazione di una mostra degli elaborati che, a conclusione dell’elaborazione del piano, possa illustrare il lavoro fatto con i contributi e le proposte dati dai cittadini.

sabato 1 settembre 2007

Quando il palazzo ignora la realtà...

Da La Repubblica, 30 Agosto 2007, (autore Giuseppe D'avanzo)
Riportiamo una articolo che riteniamo acuto e schietto. Un invito a riflettere sull'urgenza di una politica nuova.
Per agevolare la lettura, abbiamo evidenziato le parti da noi considerate importanti ai fini del nostro percorso interpretativo.


Lavavetri, racket, pedofili, incendiari, mafiosi. Il dibattito politico sembra orientato finalmente verso la realtà, quello sgradevole accidente così poco elegante con cui bisogna fare i conti perché la gente che vota – e decide del potere – ci vive immersa fino al collo. Potrebbe essere un eccellente indizio, un segnale di rinnovamento di un Palazzo che, soffocato dalla sua autoreferenzialità, si sporge dal balcone, scende in strada e cerca di accostarsi alla "vita reale" considerata finora informe, noiosa, insignificante. Purtroppo non c’è da entusiasmarsi, se non per il tempo necessario ad ascoltare quel che vanno dicendo i Grandi Inquilini venuti giù in strada. Si può fare qualche nome a caso, e parleremo dei più seri del centro-sinistra, non dei ciarlatani che, a destra, s’improvvisano da tempo imprenditori politici della paura. Di Bertinotti, ad esempio, e soltanto perché è l’ultimo ad avere preso la parola a proposito dei lavavetri. Mi piacerebbe che si colpisse prima il racket che li organizza, dice. Ma è proprio vero che ci sia un racket? Se ci si rivolge ai procuratori di mezz’Italia, la risposta sarà un no, non c’è traccia nel loro lavoro di un racket di lavavetri. Di minorenni costretti in stato di schiavitù a mendicare, sì. Di donne costrette a prostituirsi, sì. Di lavavetri, no. La questione non cambia nella forma, certo. Se a Firenze i lavavetri sono aggressivi e minacciano e impauriscono i più deboli, perché è più facile, è doveroso proteggersene e punirli e prevenire le mosse di quella massa critica di emarginati che affligge le città con una criminalità predatoria e diffusa. Ma il fatto è che contro questo tipo di criminalità – al di là di qualche ossessivo luogo comune propagandistico – la mano è già pesante. Per oltre l’80 per cento, le nostre carceri sono affollate proprio da quella gente lì, emarginati, tossicodipendenti, migranti. La vogliamo più pesante? Bene, se servisse. Ma siamo proprio sicuri che portando quella percentuale a 85/90 per cento le città ne abbiano sollievo? Discutibile, se non si affrontano anche le ragioni del crimine. «Tough on crime, tough on the causes of crime», diceva Tony Blair già nel 1993. Quelle ragioni andrebbero dunque esplorate. Ignorarle come fanno i Grandi Inquilini cambia allora nella sostanza la questione perché alla politica spetta non solo alleviare i sintomi della patologia, ma contenerne le cause. In quanto a questo gli Inquilini del Palazzo – anche quando sembrano voler abbandonare il paradigma che associa il crimine diffuso al disagio sociale – appaiono a corto di idee anche perché, soprattutto, a corto di informazioni. Per fare un altro esempio e un altro nome. Veltroni. Sostiene che la privacy per i pedofili non debba valere, devono portare scritto in fronte o sulla carta d’identità – non si è ben capito – quel che sono. Può essere un’idea. Ma è proprio certo che la pedofilia sia così estesa da giustificare una sospensione così rilevante dei diritti paragonabile soltanto a quella inaugurata con l’11 settembre? E’ possibile, come si chiedeva Lietta Tornabuoni qualche tempo fa, che tanti italiani siano pedofili? Non si ha ragione a coltivare qualche dubbio se gli unici dati a disposizione sono originati da quelle organizzazioni che di lotta alla pedofilia vivono e prosperano? Non è legittimo temere che la loro rappresentazione della realtà sia troppo intenzionale? Si può paventare che il contrasto alla pedofilia, odiosa e spaventevole come il terrorismo, sia il nuovo prodotto lanciato sul mercato della paura, il nuovo grimaldello per violare a uso delle polizie privacy, comunicazioni, propensioni, curiosità, reti sociali? Gli esempi potrebbero continuare. Ancora uno. Di nuovo Veltroni, e in attesa che Bindi e Letta dicano la loro. E’ ragionevole andare in Calabria per spiegare che la confisca dei beni debba essere lo strumento per sconfiggere la ‘ndrangheta senza dire perché e per responsabilità di chi quello strumento, già a disposizione, è stato mozzo fino a oggi? O, per dirne un’altra, tacere che i capitali delle mafie non sono a Locri, ma a Milano, in Germania, in Svizzera? Si può non dare ragione del perché soltanto il 12 per cento dei detenuti è in carcere per fatti di sangue o di mafia? Più di trent’anni fa, Pier Paolo Pasolini si chiedeva perché «la cronaca» fosse relegata in un «ghetto mentale», chiusa in un «reparto stagno». Analizzata, sfruttata, manipolata, ma «non collegata con la storia seria, non resa cioè significativa». Perché rapine, rapimenti, criminalità minorili, furti, omicidi gratuiti, protestava, sono in concreto «esclusi dalla logica e comunque mai concatenati»? Perché, chiedeva (era il 1975), «questa diacronia tra la cronaca e l’universo mentale di chi si occupa di problemi politici e sociali?». Sono domande che hanno ancora un’ostinatissima attualità. Pasolini si rispondeva che a quella «massa di criminaloidi» (italiani) «non si può parlare in nome di niente» e che le poche élites colte sono «soffocate, da una parte, dal conformismo e, dall’altra, dalla disperazione». E’ una ragione che dopo trent’anni ancora tiene.
Al lavavetri di Firenze, al di là di una minaccia, non si sa che cosa dire né il lavavetri ha voglia di sentirsi dire qualcosa. Quel che appare peggiorato da quel tempo è che le élites colte non avvertono con disperazione la loro impotenza. L’alleviano e la nascondono con un ordinario conformismo che ha come unica direzione l’inseguimento delle paure (reali o virtuali, non importa), dei desideri, delle ambizioni, degli egoismi e furbizie di italiani confusi e contraddittori: vogliono prostitute, ma non vederle sotto casa; vogliono cocaina, ma non lo spacciatore nella strada accanto; vogliono lavoro a basso costo e in nero, ma non clandestini. Il solo orizzonte in cui si muovono oggi gli Inquilini, usciti dal Palazzo incontro alla «cronaca», è quella fantasmagoria di «coriandoli» che oggi è l’antropologia italiana. I riformisti non fanno eccezione. Credono di poter così aumentare il loro consenso. E’ un’illusione. Berlusconi, come sostiene Giuseppe De Rita, assomiglia troppo a quel che sono diventati gli italiani per potere essere sconfitto su quel terreno. Davvero è così difficile capirlo? Davvero è troppo chiedere che un onesto riformismo, liberato dagli ideologismi, non accompagni e sfreghi e strusci la realtà, ma comprendendone le verità nascoste, abbia l’ambizione di modificarla?

lunedì 27 agosto 2007

Siti e Blog: la voglia di esprimersi è effervescente...

Il sito della Lista Civica Comunità Solidale, il blog del Comitato di Montarotondo poi il nostro (Sinistra Democratica), infine quello di Alleanza Nazionale di Passirano: potremmo iniziare a dar ragione a Gianni Vattimo che vede nell'uso di internet la possibilità di una democrazia davvero compiuta e di una società, seppur (diciamo noi) con tutti i limiti , trasperente.
A parte le speculazioni filosofiche di Vattimo, di fronte a questo proliferare di siti la nostra valutazione diventa politica nel senso più proprio del termine: la voglia di dire, di riflettere, di pensare e di partecipare è molta, è effervescente, è esuberante. Ciò è davvero il compimento di una democrazia vera e nobile.
Oltre il pessimismo cosmico di chi vorrebbe il popolo come massa inerme, di chi contesta l'apatia sociale e l'individualismo esaperato di cittadini indifferenti alla polis, oltre le valutazioni interessate di una politica becera che vede giovani passivi ed adulti egoisti: a Passirano si realizza il momento del dibattito politico e culturale che sarà certamente foriero del nuovo.
La nostra è una riflessione politica, non accecata dalla tessera di partito o di corrente o di movimento. Una riflessione che, oggi, si riduce a poche parole ma che meriterebbe di essere approfondita: politica è fare il Bene della città <<>> (Aristotele)
Noi - Sinistra Democratica- ci stiamo costruendo, ma in questo progetto c'è un imperativo che vorremmo fosse l'imperativo della politica: stiamo lontani dalle facili tentazioni della politica degli slogan, tentazioni di cui è vittima sia la destra che la sinistra. Oggi , qui, a Passirano abbiamo l'occasione di aprire un dibattito aperto, chiaro, trasparente; testiamo con mano la voglia di molti di partecipare: non appiattiamoci sulle frasi fatte, sui luoghi comuni, sulle parole e le etichette tanto mediatizzate quanto inflazionate. Abbiamo l'onore, oggi , di essere nell'agone politico, ma anche l'onere di far sì che questo patrimonio di persone e di idee perduri e fiorisca anche domani ...
Sinistra Democratica scenderà in campo laddove il dibattito sarà di sostanza, di merito, di contenuto. Sinistra Democratica non rimarrà solo un "volantino estivo".
Concludiamo con la saggezza del nobile antico Pericle:<< non pensiamo che il dibattito arrechi danno all'azione; il pericolo risiede piuttosto nel non chiarirsi le idee discutendone, prima di affriontare le azioni che si impongono>>.

venerdì 24 agosto 2007

Politica, antipolitica, potere: un trinomio da indagare...

Sinistra Democratica riflette sulla "crisi della politica"attraverso la parole di Zapatero.
In attesa di meglio esprimere la nostra posizione, traiamo da questi estratti dell'intervista al premier spagnolo i principi della nostra azione e riflessione.
-------
<<...penso che le persone che meglio sanno esercitare il potere sono quelle che non lo amano, non lo rincorrono con ansia, non sentono nei suoi riguardi un attaccamanto insano, ma quelle che lo vogliono usare per cambiare le cose.
Chi ama molto il potere non è capace di correre rischi e non realizza il cambiamento.
Non esiste un potere trasformatore se non è accompagnato da un certo grado di coraggio, di valentia,. E ciò si verfica quando si ha un certo atteggimaento di distacco dal potere>>
...
<< Le chiediamo: la necessità del dialogo e della partecipazione vale anche per i partiti della sinistra nella loro relazione con la società?
(...) La democrazia non è un'istituzione alla quale uno arriva con posizioni prestabilite e immutabili. Le proprie posizioni iniziali possono essere modificate, e nei fatti tutti lo facciamo frequentemente quando le confrontiamo con quelle di altri. Il dialogo ci fa cambiare le nostre posizioni di partenza. (...)
La politica si occupa di decisioni per le quali non c'è una sola risposta o una risposta definitiva. La politica riguarda le decisioni del tipo: quale modello di sviluppo economico scegliamo? che tipo di politica urbanistica? che tipo di istruzione o di sisitema sanitario? E queste decisioni migliorano quando dialoghiamo, quando ascoltiamo l'opinione degli altri.
...
In che forma il suo governo sta attuando le riforme in coerenza a queste idee?
La prima cosa che abbiamo fatto una volta giunto al governo è stata quella di praticare un nuovo modo do fare politica. (...)
Non si tratta di un merito spaciale: fare poltica in modo nuovo richiede soltanto una sincera disposizione democratica ed una certa naturalezza. Basta ascoltare i cittadini e gli avversari politici, essendo disposti a rettificare gli errori che inevitabilmente si commettono nell'azione politica quotidiana. Si tratta, inoltre, di esercitare il potere con trasparenza, permanentemente aperti a dare spiegazioni di quel che facciamo. E ciò perchè in democrazia i padroni sono i cittadini e i rappresentanti politici si devono rivolgere continuamente a loro>>
Da Zapatero, Il socialismo dei cittadini, Feltrinelli, Milano, 2006

domenica 19 agosto 2007

Crisi della rappresentanza. Dall'intellettuale... al politico

Quando ci si impegna in un percorso nuovo, quando si lascia la casa in cui si è sempre stati poichè essa è andata distrutta da chi pansava fosse meglio costruirne un'altra, quando ci si trova a scrivere e pensare idee programmatiche migliori, quando si crede di poter costruire un movimento nuovo ... allora bosogna mettersi al tavolo: parlarsi, confrontarsi e ricominciare a studiare ciò che è alle origini, ciò che - seppur vecchio-è rimasto incompiuto.

Leggiamo Gramsci e troviamo ciò di cui ancora oggi -a distanza di oltre settant'anni - parliamo
: crisi della rappresentanza, dall'intellettuale al politico.

<<L'errore dell'intellettuale consiste nel credere che si possa sapere senza comprendere e specialmente senza sentire ed essere appassionato (...), cioè nel credere che l'intellettuale possa essere tale se distinto e staccato dal popolo-nazione, cioè senza sentire le passioni elementari del popolo, comprendendole e quindi spiegandole e giustificandole nella determinata stuazione storica(...); non si fa politica-storia senza questa passione . In assenza di tale nesso i rapporti dell'intelletuale con il popolo-nazione sono o si riducono a rapporti di ordine puramente burocratico, formale; gli intelletuali diventano una casta (...). Se il rapporto tra intelletuali e popolazione , tra dirigenti e diretti, tra govrnanti e governati, è dato da un'adesione organica in cui il sentimento-passione diventa comprensione e quindi sapere, solo allora il rapporto è di rappresentanza e avviene lo scambio di elementi individuali tra governati e governanti...>>

martedì 14 agosto 2007

Il socialismo non ha più parole da spendere?Non ha più verità da dire?Non ha più bugie da smascherare?


Di fronte a una svolta storica come quella che si sta profilando nella rapidità dei tempi che ci sono stati imposti, non possiamo esimerci dal fare, prima che valutazioni tecnicamente politiche, analisi dell’attualità storica e culturale che – si dice – sembra aver reso indispensabile l’eliminazione dell’identità socialista del partito.
L’attualità italiana ci parla di un centro sinistra che si credeva certo di vincere le elezioni politiche del 2006 dopo la tragedia del governo Berlusconi e che , invece, ha dovuto amaramente constatare una sconfitta culturale. Governiamo il paese per poche manciate di voti dopo aver fatto cinque anni di dura opposizione alle roccaforti del centro destra.. Governiamo ma non abbiamo vinto.
Ha vinto, invece, il modello culturale di matrice berlusconiana di cui anche noi, ahimè, siamo vittime. Il modello del monopolio delle masse attraverso una politica che ha lasciato da parte i discorsi intensi, le analisi sofisticate, per concentrarsi su pochi slogan, la politica delle masse che molto spesso dimentica del ruolo di guida che ha rispetto alle esigenze del popolo. Da dove nasce il progetto del partito democratico se non da qui? Porre un nuovo soggetto politico, che abbia nome appetibile e valori di riferimento che se sono proponibili sulla carta diventano improponibili nella realtà, laddove si dovrebbe assistere alla fusione di due con storie ed identità così diverse da non poter permetter, oggi, sintesi unitarie se non passando attraverso la difficile via del compromesso costante e continuo che non garantirà mai alcuna stabilità , bensì, la lottizzazione di posizioni di potere, di poltrone tra le varie correnti che la faranno da padrone. Il compromesso è il sale della politica, direte voi, è vero: ma lo è quando ciascuna delle parti in gioco ha una sua identità, una casa di riferimento a cui tornare, non quando quella casa è stata tolta e se ne è creata, a forza, una unica, che non ha storia e non ha identità.
Il partito democratico oggi si configura più come uno slogan: un slogan curato nella forma ma trasandato nei contenuti.
Ora chiediamoci: è questo che la società vuole, un partito che nasce per prendere consensi? Un partito che nasce per intercettare il voto degli incerti e che, per far questo, si gioca la cultura e la storia delle due grandi entità che lo compongono, Ds e Margherita.?
Cari compagni, la politica si fa per vincere? Si fa esclusivamente per prendere potere?
Questo è l’insegnamento imperante del berlusconismo odierno, di cui noi – ripeto - siamo vittime ma anche co-artefici
Un berlusconismo che , dobbiamo dircelo, ha vinto perché ha fatto credere al piccolo-borghese, in fondo a noi tutti, che quel che conta è diventare importante, è poter misurare il proprio successo sulla potenza della cilindrata della macchina. Si è creato un modello di uomo, di lavoratore , di società modellato sui desideri e sui consumi. Ecco perché oggi nella fabbriche non ci votano, ecco perché non siamo più interpreti dei bisogni: perché oggi il bisogno preponderante diventa, paradossalmente, comprare la macchina potente e magari ipotecarsi la casa.
Nella società dello spettacolo come quella che si è creata, e che noi abbiamo lasciato creare, ci si sta giocando la libertà: il lavoratore , il cittadino preferiscono il dominio delle apparenze, si compiacciono di questo; credono che il mercato, il consumo darà loro potere e libertà ma non si rendono conto, presi nel vortice dell’apparire, che i veri dominatori sono altri. Non si rendono conto che il gioco è rischioso: nascondere la propria minorità economica e sociale attraverso l’apparenza, vergognarsi della propria minorità economica e dissimularla, non dirla e dunque non lottare per riscattarla.
In questo contesto, il compito del socialismo non è finito, non è neppure iniziato.
Il nostro sguardo deve farsi acuto, deve farsi interprete lungimirante dell’ attualità che viviamo. Il nostro sguardo deve vedere che se è finito il modello fordista del lavoro, se oggi – nelle fabbriche - non c’è più il conflitto del passato, questo non può significare che ci sia stato un miglioramento nella presa di coscienza del lavoratore. Le macchine ,oggi ,non sono più qualcosa di esterno, oggi l’uomo non è aggiogato dal padrone, il mercato non violenta più il lavoratore e così annienta il conflitto.
Il nuovo modello di lavoro , post fordista, penetra invece nella vita stesa dell’uomo, diventa la sua seconda pelle e fa ciò che è il vero, ultimo obiettivo; l’obiettivo che il mercato, che il capitalismo non è mai davvero riuscito a realizzare nella fabbrica fordista: la penetrazione sottocutanea del mercato nel lavoratore, lavoratore e consumatore si sovrappongono. Allora il lavoratore non è più separato dalla merce ma la merce è la sua seconda pelle. Le merci parlano, diventato gadget, moda, spettacolo: diventano la realtà finta a cui il lavoratore piccolo borghese crede. Oggi questo lavoratore , questo cittadino non chiede una società diversa, chiede solo che gli sia lasciata l’illusione: l’illusione di essere libero.
In quest’ ottica, io mi chiedo ancora: il socialismo non ha più parole da spendere?
Non ha più verità da dire?
Non ha più bugie da smascherare?
Se ci guardiamo davvero intorno non possiamo che vedere la necessità, l’esigenza e l’urgenza di ri-cominciare a parlare. E dico ri-cominciare perché, di fatto,abbiamo smesso da molto tempo di parlare sentendo davvero nostra storia e la nostra identità, abbiamo da tempo smesso di interpretare la realtà secondo le categorie che ci sono proprie.
Oggi non possiamo rinunciare al socialismo, non è ancora tempo di lasciare i nostri valori e le nostre lotte annacquandoli nell’indistinto di un partito unitario privo di identità.
La società ha bisogno della nostra azione.
Forse ha bisogno di una nuova forma di partito, ha necessità di un entità politica di forme flessibili, aperta a tutte quelle realtà intermedie che formano le coscienze e le persone,. Forse, anzi, sicuramente la forma necessita di essere cambiata e svecchiata.
Ma non confondiamo forma e contenuto come fa comodo a qualcuno.
Se dobbiamo parlare alla gente dovremo trovare modi nuovi, ma i nostri contenuti rimangono il sale dell’azione.
Concludo riflettendo su qualcosa che mi ha colpito molto nel dibattito che da mesi affrontiamo: il richiamo costante alla figura e al pensiero di un leader importante del nostro partito quale Enrico Berlinguer. Io non ho conosciuto la sua forza e il suo carisma, forza e carisma di cui vedo traccia nelle parole dei compagni che di lui parlano e raccontano.
Non voglio entrare nel gratuito dibattito sul “cosa avrebbe fatto Berlinguer oggi”, io non lo so e probabilmente non lo sanno nemmeno coloro che lo citano spesso a suffragio delle loro tesi. Però c’è una frase che mi ha molto colpito, un passo di una lunga intervista del luglio 81, parole che vi confesso mi hanno particolarmente coinvolto e che voglio qui riportare
<< Noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo Stato. I partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volontà politica della nazione; e ciò possono farlo non occupando pezzi sempre più larghi di Stato, sempre più numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo, controllando democraticamente l'operato delle istituzioni. Ecco la prima ragione della nostra diversità>>
Compagni sciogliere oggi il nostro essere socialisti per la speranza di poter aver più larghi spazi potere non è ciò per cui siamo nati, non è il ruolo che abbiamo, non è ciò che la società ci chiede.