Scriviamo questa lettera ai cittadini di Passirano perchè possano capire motivazioni e storie delle scelte politiche che si stanno attuando. Scriviamo questa lettera a tutti coloro che vogliano leggere un frammento, tra i tanti raccontabili, di una Sinistra che cerca di sopravvivere nel caos politico e sociale che le si muove attorno; di una Sinistra che cerca se stessa , forse indebolita, forse debole ma – per sua stessa natura – tenace.
Dal 2004 Passirano è governato dal Centro-Sinistra: una maggioranza composta dagli allora Ds e dalla Margherita, uniti in un'unica lista denominata “Insieme per Passirano- CentroSinistra”.
Una lista che si presentò alle elezioni con l'ambizione di governare segnando una svolta, con l'ambizione di essere il miglior governo possibile per il paese. Un'ambizione che ogni gruppo politico deve avere, un'ambizione sostenuta da un'indomita e indomabile passione politica che è la forza stessa di ciascuno. Nel 2004 vincemmo le elezioni, iniziammo a lavorare nonostante i fisiologici problemi, che di volta in volta emergevano. Quando la campagna elettorale finisce, l'entusiasmo viene ogni giorno messo alla prova dalle mille questioni che ci trova ad affrontare, questioni in cui si devono fare scelte importanti, scelte in cui il semplice alzare la mano decide del futuro di una comunità, ma anche della propria personale coerenza. Scelte in cui il dubbio di sbagliare attanaglia, ma in cui la responsabilità di governare impone di agire, decidendo a volte il male minore o – se si preferisce - il bene maggiore. La politica, quella vera, è anche questo: scegliere quando le opzioni sul tavolo impongono compromessi difficili e necessari; scegliere responsabilmente, ma lasciandosi guidare dall'ideale del Bene Comune.
Due anni fa la nascita del Partito Democratico fu l'evento politicamente più difficile, personalmente più sofferto. I nostri partiti, le nostre legittime case si disgregarono: per i più vecchi si cancellava una storia vissuta; per i più giovani si cancellavano in un attimo le speranze di un futuro in cui costruire una Sinistra nuova, pur nell'eredità del suo passato. La costruzione del Partito Democratico non fu una qualunque “bega di partito”, non fu uno tra i tanti rimescolamenti politici: fu una cancellazione di storie. A Passirano le conseguenze furono immediate. La disgregazione dei Ds vide una dolorosa separazione: non tutti accettarono di fondersi del Partito Democratico, non tutti accettarono di cancellare la propria eredità. Ci attaccammo con le unghie e con i denti a ciò che rimaneva della Sinistra , cercammo di ricostruire qualcosa dalle macerie che c'erano dopo la costruzione del PD. Prima ci fu Sinistra Democratica, poi La Sinistra- L'Arcobaleno. Rimanemmo fedeli alla nostra maggioranza consiliare, pur costituendoci come gruppo interno ad essa. Chi legge voglia vedere tutto ciò come ciò che veramente fu: il tentativo di rimanere dentro la Sinistra, senza compromettere i nostri impegni elettorali; la volontà di continuare a fare politica per creare una nuova Sinistra e al contempo la responsabilità di rimanere fermi, determinati a portare a termine le promesse per cui eravamo stati eletti. Abbiamo così continuato a lavorare nella maggioranza, in modo trasparente e chiaro, spiegando le nostre scelte politiche e sempre esprimendo la certa volontà di continuare nel lavoro amministrativo con la medesima determinazione. Forse per ingenuità, non ci accorgevamo che lentamente, ma inesorabilmente, lo spirito che doveva unire la maggioranza diventava sempre più debole e ad esso subentrava la paura. Paura da parte di chi ci dirigeva di perdere consensi, paura di essere chiari verso la gente, paura di far sapere, di far conoscere il lavoro amministrativo. Una paura che è stata il leit motiv di questa amministrazione, una paura che non ha permesso di capire le istanze della gente, dei vari comitati nati in questi anni e una paura che non ci ha permesso di continuare ad essere parte attiva della maggioranza. Additati come radicali quando abbiamo portato avanti la necessità di realizzare quanto avevamo promesso in merito alla partecipazione, guardati con sospetto quando chiedevamo documenti o spiegazioni particolari, ci siamo lentamente sentiti estranei a questa maggioranza, che ci vedeva come minaccia alla sua stabilità. Abbiamo resistito quanto potevamo e quanto era giusto per onorare gli impegni presi, mantenendo il nostro essere e la nostra dignità. Sì,.. quando non si è riconosciuti come protagonisti attivi nell'amministrare, ne va della propria dignità politica e della conseguente azione. A novembre ci è stato chiesto di portare in Consiglio Comunale una mozione sulla scuola. Da tempo questa richiesta era stata fatto da noi, e da tempo ci era stata data come risposta l'indifferenza. Comunque, accettammo il proposito della maggioranza, credendo di poter valutare insieme l'ipotesi di mozione attraverso il confronto politico necessario ad una coalizione quando deve stendere un documento comune. Purtroppo non fu così: a novembre il testo della mozione era già stato redatto dalla maggioranza, a noi si chiedeva solo di alzare la mano. L'assessore alla Pubblica Istruzione, membro del nostro gruppo consiliare, non era stato neppure consultato per quella mozione, per quel testo di mozione che additava i corporativismi all'interno della scuola e gli inutili sprechi in essa. Una mozione inaccettabile per i contenuti e per metodi con cui ci veniva proposta.
Il 10 dicembre l'assessore alla Pubblica Istruzione di Passirano si è dimesso a causa della constata impossibilità di collaborare attivamente con la maggioranza, che privava lui e il suo gruppo della possibilità di fare proposte politiche, possibilità che si concretizza solo quando in una coalizione c’è fiducia e rispetto delle reciproche idee e competenze . Oggi comunichiamo che il Gruppo Consiliare “La Sinistra- L'Arcobaleno” ( di recente denominato “ La Sinistra per Passirano”) si rende autonomo dal gruppo di maggioranza “Insieme per Passirano – CentroSinistra”.
A giugno Passirano andrà a elezioni: avevamo l'illusione di poter creare un CentroSinistra unito, dal Pd alla Lista Civica. Abbiamo lavorato per mesi a questo progetto. Crediamo ancora che questa sia l'unica vera possibilità, ma con amarezza constatiamo che da un parte ci si muove verso il centrismo, dall'altra non si ha il coraggio di dirsi “di Sinistra”. Noi rimaniamo.. Continuiamo a credere in una Sinistra nuova e onesta. Noi non ci vergogniamo di essere La Sinistra.
venerdì 13 febbraio 2009
APRILE 2008: SI FORMA IL GRUPPO CONSILIARE LA SINISTRA L'ARCOBALENO
Pubblichiamo l'articolo di "Passirano notizie" che riprende il nostro intervento in Consiglio Comunale.
Nasce un nuovo Gruppo Consiliare, perchè?
Lo scorso aprile, attraverso un lettera rivolta al Sindaco ed al Consiglio Comunale, è nato il gruppo consigliare denominato “La Sinistra-L’Arcobaleno”. Una scelta nata prima delle elezioni politiche, una decisione presa appositamente senza conoscere quello che sarebbe stato il risultato elettorale al fine di rendere il progetto, che si aspirava ( e si aspira ) costruire, indipendente dal voto. Un’indipendenza dal voto e dal risultato stesso che è il punto centrale della decisione di costruire “la Sinistra-L’Arcobaleno”: potevamo essere più prudenti, potevamo calcolare meglio il rischio a cui andavamo incontro, potevamo aspettare. Non abbiamo voluto farlo. Non abbiamo voluto mettere in atto quelle tattiche di vecchia politica che spesso scambiano la virtuosa prudenza con il comodo opportunismo. Avevamo un desiderio, un passione e abbiamo voluto renderlo vivo , senza maschere , senza travestimenti . Questo per noi è politica.
Parafrasando una frase del Vangelo di Matteo potremmo dire che anche in politica “ad ogni giorno basta la sua pena”. Vivere il proprio ideale politico appiattendolo nella strategia, nella tattica che guarda sempre al domani per programmare come prendere o mantenere o ristabilire il consenso, ci toglie la libertà dell’essere, del rinnovarsi, del migliorarsi.
Scegliere di creare un Gruppo Consiliare alla vigilia delle elezioni politiche è stato un rischio , una scommessa che non ci vergogniamo di aver intentato. Nonostante ciò, sarebbe ipocrita non ammettere che la competizione elettorale dell'aprile scorso ha lasciato una Sinistra in pezzi. Sarebbe ipocrita non solo non ammettere la disfatta di un ‘lo non ammettere la disfatta dula disfatta du un ' perso dopo una competizione elettorale che ha visto la Sinistra tutta andareintera parte politica, ma anche non dire che una seria autocritica era, ed è, doverosa.
Le ultime elezioni politiche hanno messo un punto fermo alla storia della Sinistra degli ultimi anni, ora è il momento di andare a capo. E' il momento di iniziare una riga nuova in una pagina del nostro tempo che non è certo scevra di difficoltà, di rischi, di incertezze. Abbiamo deciso, pertanto, di continuare a seguire il nostro percorso , il nostro progetto di una Sinistra unita, non per ottusità, bensì per coerenza.
Rimane di certo immutata la collaborazione all'interno della coalizione che nel 2004 vinse le elezioni amministrative, rimane la determinazione a perseguire gli obiettivi che scrivemmo nel nostro programma elettorale . La formazione del Gruppo Consiliale “ La Sinistra -L'Arcobaleno” non pone incertezze su ciò che sottoscrivemmo nel 2004, anzi sarà un impulso a portare avanti quei punti programmatici in cui abbiamo creduto. Dal 2004 ad oggi molte cose sono cambiate, a partire dalla svolta storica che ha portato al dissolvimento dei due partiti che formavano L'Ulivo per formarne un unico, innegabilmente proteso verso il centro, spesso dimentico dell'eredità storico-politica della Sinistra.
Rinnovamento e cambiamento sono il sale della politica, noi rimaniamo senza pudori tesi alla costruzione di una nuova Sinistra, iniziando dal qui ed ora. Da oggi, da Passirano; iniziando da quei progetti politico- amministrativi che volevamo ci caratterizzassero e che , purtroppo, ad ora abbiamo realizzato solo molto poco , o per nulla. Il tema della partecipazione politica è , rimane centrale oggi, a Passirano. Troppo pochi sono i dispositivi di partecipazione aperti sul territorio, misero è l'impulso che abbiamo dato all'incontro, al confronto tra i cittadini.
Non molti sono i mesi che ci allontanano dalle prossime elezioni amministrative. In poco tempo non si può riparare ad un percorso che non è stato costruito in cinque anni. Ne siamo consapevoli ed è per questo che rilanciamo un cantiere delle Sinistra, che a partire da questo tema possa essere strumento di elaborazione , di lavoro per un futuro che chiede il contributo fattivo di tutti, non solo di qualcuno.
Nasce un nuovo Gruppo Consiliare, perchè?
Lo scorso aprile, attraverso un lettera rivolta al Sindaco ed al Consiglio Comunale, è nato il gruppo consigliare denominato “La Sinistra-L’Arcobaleno”. Una scelta nata prima delle elezioni politiche, una decisione presa appositamente senza conoscere quello che sarebbe stato il risultato elettorale al fine di rendere il progetto, che si aspirava ( e si aspira ) costruire, indipendente dal voto. Un’indipendenza dal voto e dal risultato stesso che è il punto centrale della decisione di costruire “la Sinistra-L’Arcobaleno”: potevamo essere più prudenti, potevamo calcolare meglio il rischio a cui andavamo incontro, potevamo aspettare. Non abbiamo voluto farlo. Non abbiamo voluto mettere in atto quelle tattiche di vecchia politica che spesso scambiano la virtuosa prudenza con il comodo opportunismo. Avevamo un desiderio, un passione e abbiamo voluto renderlo vivo , senza maschere , senza travestimenti . Questo per noi è politica.
Parafrasando una frase del Vangelo di Matteo potremmo dire che anche in politica “ad ogni giorno basta la sua pena”. Vivere il proprio ideale politico appiattendolo nella strategia, nella tattica che guarda sempre al domani per programmare come prendere o mantenere o ristabilire il consenso, ci toglie la libertà dell’essere, del rinnovarsi, del migliorarsi.
Scegliere di creare un Gruppo Consiliare alla vigilia delle elezioni politiche è stato un rischio , una scommessa che non ci vergogniamo di aver intentato. Nonostante ciò, sarebbe ipocrita non ammettere che la competizione elettorale dell'aprile scorso ha lasciato una Sinistra in pezzi. Sarebbe ipocrita non solo non ammettere la disfatta di un ‘lo non ammettere la disfatta dula disfatta du un ' perso dopo una competizione elettorale che ha visto la Sinistra tutta andareintera parte politica, ma anche non dire che una seria autocritica era, ed è, doverosa.
Le ultime elezioni politiche hanno messo un punto fermo alla storia della Sinistra degli ultimi anni, ora è il momento di andare a capo. E' il momento di iniziare una riga nuova in una pagina del nostro tempo che non è certo scevra di difficoltà, di rischi, di incertezze. Abbiamo deciso, pertanto, di continuare a seguire il nostro percorso , il nostro progetto di una Sinistra unita, non per ottusità, bensì per coerenza.
Rimane di certo immutata la collaborazione all'interno della coalizione che nel 2004 vinse le elezioni amministrative, rimane la determinazione a perseguire gli obiettivi che scrivemmo nel nostro programma elettorale . La formazione del Gruppo Consiliale “ La Sinistra -L'Arcobaleno” non pone incertezze su ciò che sottoscrivemmo nel 2004, anzi sarà un impulso a portare avanti quei punti programmatici in cui abbiamo creduto. Dal 2004 ad oggi molte cose sono cambiate, a partire dalla svolta storica che ha portato al dissolvimento dei due partiti che formavano L'Ulivo per formarne un unico, innegabilmente proteso verso il centro, spesso dimentico dell'eredità storico-politica della Sinistra.
Rinnovamento e cambiamento sono il sale della politica, noi rimaniamo senza pudori tesi alla costruzione di una nuova Sinistra, iniziando dal qui ed ora. Da oggi, da Passirano; iniziando da quei progetti politico- amministrativi che volevamo ci caratterizzassero e che , purtroppo, ad ora abbiamo realizzato solo molto poco , o per nulla. Il tema della partecipazione politica è , rimane centrale oggi, a Passirano. Troppo pochi sono i dispositivi di partecipazione aperti sul territorio, misero è l'impulso che abbiamo dato all'incontro, al confronto tra i cittadini.
Non molti sono i mesi che ci allontanano dalle prossime elezioni amministrative. In poco tempo non si può riparare ad un percorso che non è stato costruito in cinque anni. Ne siamo consapevoli ed è per questo che rilanciamo un cantiere delle Sinistra, che a partire da questo tema possa essere strumento di elaborazione , di lavoro per un futuro che chiede il contributo fattivo di tutti, non solo di qualcuno.
giovedì 6 dicembre 2007
Sinistra Democratica si presenta al Consiglio Comunale
Sinistra Democratica, in occasione del Consiglio Comunale del 27 Novemvre, ha ritenuto opportuno presentarsi ai colleghi consiglieri.
Conferire nei fatti al Consiglio Comunale e , dunque, ai colleghi consiglieri un ruolo politico che hanno e che li rende rapresentanti dei cittadini non è nulla di disdicevole, anzi. La scelta di Sinistra Democratica ha voluto dare, con questa comunicazione, dignità politica ad un organismo che, spesso, dibatte questioni amministrative che sembrano avulse dalla politica.
Dispiace che per taluni questi intenti, non siano stati chiari.
Sinistra Democratica ha inteso, comunque, chiarire che la nascita del movimento politico non farà venir meno gli impegni presi, con tutto il centro-sinistra, nella stesura del programma per cui, nel 2004, fummo eletti.
Gentile Sindaco,
colleghi consiglieri,
chiediamo la parola, pur fuori dal ordine del giorno del consiglio comunale che si è chiuso, per poter fare una comunicazione di natura politica che ci preme particolarmente.
Poiché riteniamo importante dare valore a questo luogo non solo come momento di decisione amministrativa, ma anche come incontro di sensibilità politiche diverse rappresentanti la vivacità sociale e culturale del paese, ci pare doveroso dare riscontro ai colleghi e al Sindaco della situazione politica che oggi si va delineando all’interno del centro-sinistra a partire dal livello nazionale.
La nascita del Partito Democratico ha visto l’inizio di un percorso nuovo che , seppur veda come protagoniste le medesime persone, delinea una situazione in cui altri soggetti politici si formano e lavorano.
A Passirano, come di certo tutti sanno, una parte dei Democratici di Sinistra ha fatto la scelta di non aderire all’importante progetto del Partito Democratico per confluire nella costituzione di ciò che oggi è ancora un movimento e non un partito, ossia Sinistra Democratica.
Sinistra Democratica ha avuto l’occasione di presentarsi ufficialmente giovedì 22 Novembre alla cittadinanza e, questa sera, intende dare spiegazione della sua esistenza al consiglio comunale.
La nascita di questo movimento rappresenta una decisione politica e culturale di perseguire intenti che fanno riferimento alla sensibilità e alla passione politica dei suoi membri; a Passirano , Sinistra Democratica vede una presenza di suoi rappresentanti nel consiglio comunale e in giunta.
Possiamo comprendere che tale situazione possa far sorgere legittimi dubbi e domande nei colleghi consiglieri, soprattutto d’opposizione. Ci preme , pertanto, chiarire - in modo lucido e trasparente- che la situazione storica che stiamo vivendo, le strade che ci stiamo costruendo, l’esperienza politica nuova che stiamo facendo crescere, pur caratterizzandosi per l’autonomia d’iniziativa, non inficia in nessun modo gli impegni presi con tutto il centro-sinistra quando nel 2004 costruimmo, insieme, il nostro programma.
Pertanto, Sinistra Democratica continuerà a lavorare nel centro-sinistra, insieme ai colleghi, per il buon esito del nostri mandato nel rispetto degli impegni presi con gli elettori.
Conferire nei fatti al Consiglio Comunale e , dunque, ai colleghi consiglieri un ruolo politico che hanno e che li rende rapresentanti dei cittadini non è nulla di disdicevole, anzi. La scelta di Sinistra Democratica ha voluto dare, con questa comunicazione, dignità politica ad un organismo che, spesso, dibatte questioni amministrative che sembrano avulse dalla politica.
Dispiace che per taluni questi intenti, non siano stati chiari.
Sinistra Democratica ha inteso, comunque, chiarire che la nascita del movimento politico non farà venir meno gli impegni presi, con tutto il centro-sinistra, nella stesura del programma per cui, nel 2004, fummo eletti.
Gentile Sindaco,
colleghi consiglieri,
chiediamo la parola, pur fuori dal ordine del giorno del consiglio comunale che si è chiuso, per poter fare una comunicazione di natura politica che ci preme particolarmente.
Poiché riteniamo importante dare valore a questo luogo non solo come momento di decisione amministrativa, ma anche come incontro di sensibilità politiche diverse rappresentanti la vivacità sociale e culturale del paese, ci pare doveroso dare riscontro ai colleghi e al Sindaco della situazione politica che oggi si va delineando all’interno del centro-sinistra a partire dal livello nazionale.
La nascita del Partito Democratico ha visto l’inizio di un percorso nuovo che , seppur veda come protagoniste le medesime persone, delinea una situazione in cui altri soggetti politici si formano e lavorano.
A Passirano, come di certo tutti sanno, una parte dei Democratici di Sinistra ha fatto la scelta di non aderire all’importante progetto del Partito Democratico per confluire nella costituzione di ciò che oggi è ancora un movimento e non un partito, ossia Sinistra Democratica.
Sinistra Democratica ha avuto l’occasione di presentarsi ufficialmente giovedì 22 Novembre alla cittadinanza e, questa sera, intende dare spiegazione della sua esistenza al consiglio comunale.
La nascita di questo movimento rappresenta una decisione politica e culturale di perseguire intenti che fanno riferimento alla sensibilità e alla passione politica dei suoi membri; a Passirano , Sinistra Democratica vede una presenza di suoi rappresentanti nel consiglio comunale e in giunta.
Possiamo comprendere che tale situazione possa far sorgere legittimi dubbi e domande nei colleghi consiglieri, soprattutto d’opposizione. Ci preme , pertanto, chiarire - in modo lucido e trasparente- che la situazione storica che stiamo vivendo, le strade che ci stiamo costruendo, l’esperienza politica nuova che stiamo facendo crescere, pur caratterizzandosi per l’autonomia d’iniziativa, non inficia in nessun modo gli impegni presi con tutto il centro-sinistra quando nel 2004 costruimmo, insieme, il nostro programma.
Pertanto, Sinistra Democratica continuerà a lavorare nel centro-sinistra, insieme ai colleghi, per il buon esito del nostri mandato nel rispetto degli impegni presi con gli elettori.
giovedì 8 novembre 2007
Incontro pubblico per riflettere, capire, pensare...oltre ogni slogan...
L’ eredità della storia ,
la coscienza del presente,
le prospettive per il futuro:
costruire la Sinistra,
insieme.
Walter Baroni
( facoltà di Scienze della Formazione, Università Bicocca)
Arturo Squassina
(consigliere regionale, Sinistra Democratica)
GIOVEDI 22 NOVEMBRE ,
20.45 presso la Sala Civica di Passirano (Via Garibaldi)
domenica 21 ottobre 2007
A Passirano: Sinistra Democratica...
Cosa faremo dopo la primarie del Partito Democratico?
Chi saremo e dove andremo?
Quando abbiamo deciso di votare, al congresso, per il no – secco ed assoluto- al progetto del Partito Democratico avevamo, ancora, la segreta, recondita speranza che, forse, qualcosa sarebbe cambiato.
E’ stata una vana speranza: oggi affrontiamo la costituzione del Partito Democratico, la fine dei Democratici di Sinistra, la fine di una storia che ha parlato di Pci, di Pds, di Ds.
Quella storia finisce in nome di un progetto nuovo che, si dice, parlerà alla gente tutta, al di là delle categorie politiche che, da secoli, permeano la politica.
Nasce il partito Democratico, ma non nasce da solo.
Un progetto diverso si prospetta per chi, ancora, non crede che il tempo sia maturo per la fusione di partiti che portano ancora, sulle spalle, eredità troppo diverse per essere assimilate.
Un progetto diverso si prospetta per chi crede che la Sinistra non possa chiudersi con la rapidità di decisioni verticistiche che decretano l’obsolescenza di categorie politiche e di partiti che hanno culture e radici profonde e solide.
Per chi crede nella Sinistra, oggi, si apre la strada per costruire Sinistra Democratica: non uno tra i tanti partitini, non l’ennesima divisione della Sinistra ma l’impegno, lo sforzo ( si badi bene: l’impegno, non la certezza calata dall’alto) per creare unità , l’unità della Sinistra.
Anche a Passirano, come in numerose realtà, Sinistra Democratica ha iniziato a vivere ed a operare con la forza e la tenacia di chi non ha ceduto alle sirene lusingatrici, al suadente canto del progetto veltroniano.
Non possiamo ancora dire se e come il progetto di Sinistra Democratica di realizzerà: si lavora giorno per giorno, costruendo un percorso ambizioso, difficile ma l’unico possibile. L’unico possibile per chi non crede che la politica si faccia solo per “arrivare al governo”, di chi crede nel profondo valore culturale della politica che sta alle radici della società, che interpreta i bisogni e le aspirazioni della gente affinché essi non vadano perduti.
L’urlo dell’antipolitica, l’urlo della rivendicazioni del V-day è l’urlo di chi oggi ha smesso di riconoscersi nella politica della lottizzazione del potere. <<>>. Come dare torto a tutto questo? Come rinnovare ciò che lentamente muore, tenuto in vita dalla smania di potere di pochi? Come ritornare al legame solido e vero con la gente?
Urge una risposta.
Sinistra Democratica - forza nuova , impegno dal basso, movimento che ancora sta cercando e lavorando per definirsi- potrà e dovrà dare quella risposta. Questi suoi primi mesi di vita, già segnano - si noti bene – un cambiamento: Sinistra Democratica, oggi, non ha un leader forte, non ha un leader mediatico, non ha una guida sicura che dica – dall’alto- cosa fare.
Per qualcuno questo rappresenta la sua debolezza, ma in realtà ciò è la sua inestimabile forza, la forza di persone che lavorano non per un capo o un apparato di potere, ma per la sola voglia di far vivere ciò in cui credono : la Sinistra. Quale esempio migliore di apertura? Quale dimostrazione più grande di partecipazione? Con Sinistra Democratica non si muove la potenza di un partito, ma un’associazione di persone che, magari con passo lento, si rivolge alla società interrogandosi e costruendo risposte vere, lontane dall’autoreferenzialità delle “beghe” di partito, lontane dalle finzioni partecipative, lontane dalla demagogia di chi invoca la partecipazione delle primarie e, al contempo, la relega ad un voto su liste bloccate.
<>>. Ancora, seppur dopo più di vent’anni, il pensiero di Enrico Berlinguer è pregnante, profondo, tagliente: raccogliamo l’eredità di queste parole facendo di esse il sale della nostra azione. Leggiamo e rileggiamo la nostra storia non per chiuderci anacronisticamente in essa, ma per trovare in essa stimoli e strumenti per continuare il nostro impegno, calandola nell’oggi : essa ha ancora molto da dire, ha ancora molti giovani da affascinare e molti vecchi da ammaestrare.
Maria Buizza
Sinistra Democratica di Passirano
www.sinistrademocraticapassirano.blogspot.com
Chi saremo e dove andremo?
Quando abbiamo deciso di votare, al congresso, per il no – secco ed assoluto- al progetto del Partito Democratico avevamo, ancora, la segreta, recondita speranza che, forse, qualcosa sarebbe cambiato.
E’ stata una vana speranza: oggi affrontiamo la costituzione del Partito Democratico, la fine dei Democratici di Sinistra, la fine di una storia che ha parlato di Pci, di Pds, di Ds.
Quella storia finisce in nome di un progetto nuovo che, si dice, parlerà alla gente tutta, al di là delle categorie politiche che, da secoli, permeano la politica.
Nasce il partito Democratico, ma non nasce da solo.
Un progetto diverso si prospetta per chi, ancora, non crede che il tempo sia maturo per la fusione di partiti che portano ancora, sulle spalle, eredità troppo diverse per essere assimilate.
Un progetto diverso si prospetta per chi crede che la Sinistra non possa chiudersi con la rapidità di decisioni verticistiche che decretano l’obsolescenza di categorie politiche e di partiti che hanno culture e radici profonde e solide.
Per chi crede nella Sinistra, oggi, si apre la strada per costruire Sinistra Democratica: non uno tra i tanti partitini, non l’ennesima divisione della Sinistra ma l’impegno, lo sforzo ( si badi bene: l’impegno, non la certezza calata dall’alto) per creare unità , l’unità della Sinistra.
Anche a Passirano, come in numerose realtà, Sinistra Democratica ha iniziato a vivere ed a operare con la forza e la tenacia di chi non ha ceduto alle sirene lusingatrici, al suadente canto del progetto veltroniano.
Non possiamo ancora dire se e come il progetto di Sinistra Democratica di realizzerà: si lavora giorno per giorno, costruendo un percorso ambizioso, difficile ma l’unico possibile. L’unico possibile per chi non crede che la politica si faccia solo per “arrivare al governo”, di chi crede nel profondo valore culturale della politica che sta alle radici della società, che interpreta i bisogni e le aspirazioni della gente affinché essi non vadano perduti.
L’urlo dell’antipolitica, l’urlo della rivendicazioni del V-day è l’urlo di chi oggi ha smesso di riconoscersi nella politica della lottizzazione del potere. <<>>. Come dare torto a tutto questo? Come rinnovare ciò che lentamente muore, tenuto in vita dalla smania di potere di pochi? Come ritornare al legame solido e vero con la gente?
Urge una risposta.
Sinistra Democratica - forza nuova , impegno dal basso, movimento che ancora sta cercando e lavorando per definirsi- potrà e dovrà dare quella risposta. Questi suoi primi mesi di vita, già segnano - si noti bene – un cambiamento: Sinistra Democratica, oggi, non ha un leader forte, non ha un leader mediatico, non ha una guida sicura che dica – dall’alto- cosa fare.
Per qualcuno questo rappresenta la sua debolezza, ma in realtà ciò è la sua inestimabile forza, la forza di persone che lavorano non per un capo o un apparato di potere, ma per la sola voglia di far vivere ciò in cui credono : la Sinistra. Quale esempio migliore di apertura? Quale dimostrazione più grande di partecipazione? Con Sinistra Democratica non si muove la potenza di un partito, ma un’associazione di persone che, magari con passo lento, si rivolge alla società interrogandosi e costruendo risposte vere, lontane dall’autoreferenzialità delle “beghe” di partito, lontane dalle finzioni partecipative, lontane dalla demagogia di chi invoca la partecipazione delle primarie e, al contempo, la relega ad un voto su liste bloccate.
<>>. Ancora, seppur dopo più di vent’anni, il pensiero di Enrico Berlinguer è pregnante, profondo, tagliente: raccogliamo l’eredità di queste parole facendo di esse il sale della nostra azione. Leggiamo e rileggiamo la nostra storia non per chiuderci anacronisticamente in essa, ma per trovare in essa stimoli e strumenti per continuare il nostro impegno, calandola nell’oggi : essa ha ancora molto da dire, ha ancora molti giovani da affascinare e molti vecchi da ammaestrare.
Maria Buizza
Sinistra Democratica di Passirano
www.sinistrademocraticapassirano.blogspot.com
lunedì 24 settembre 2007
Il Piano di Governo del Territorio: riflessioni e proposte di Sinistra Democratica
PREMESSA
L’attuale strumento urbanistico è stato ritenuto superato dalla giunta di centro sinistra agli inizi della passata legislatura anno 1999/2000;
Il ritardo accumulato nella stesura del nuovo strumento urbanistico ( è stato regolamentato solo il nucleo antico) è senza dubbio elevato .
Occorrono, oggi, regole chiare e snelle che coniugando l’ordinato sviluppo del territorio con l’incremento demografico mantengano negli anni a venire la fisionomia di Passirano dotandolo di moderni servizi e strutture adeguate.
Nel mese di marzo 2005, la regione Lombardia, ha promulgato la nuova legge di governo del territorio; detta legge cambia radicalmente le modalità di gestione dello stesso, da tutti conosciute e applicate a partire dal 1976.
Il piano di governo del territorio è articolato in tre atti, dotati di propria autonomia di gestione e previsione , ma concepiti all’interno di un unico processo di pianificazione cosi nominati:
· Documento di piano (strumento per esplicitare gli obbiettivi e le azioni per un corretto sviluppo economico e per la valorizzazione delle risorse disponibili)
· Piano dei servizi (strumento per esplicitare l’armonizzazione tra gli insediamenti ed i servizi necessari)
· Piano delle regole (strumento che regola l’ edificazione in un contesto di salvaguardia della qualità urbana e territoriale)
Il piano del governo del territorio si completa con l’approvazione del piano paesaggistico, della carta geologica e del piano di zonizzazione acustica.
OBIETTIVI GENERALI
Affrontare e gestire attraverso il Piano Di Governo del territorio il futuro di Passirano offre a noi la possibilità di determinare il cambiamento e la modernizzazione che i cittadini ci hanno richiesto.
Nel contesto di salvaguardia e di contenimento del consumo del suolo, di reperimento di risorse economiche per il potenziamento dei servizi erogati alla popolazione, occorre attivare una politica di riequilibrio tra le aree residenziali, produttive e commerciali
Negli scorsi anni si è registrato un incremento abitativo maggiore di quello previsto nel programma elettorale; nel contempo è rimasta pressoché invariata l’estensione delle aree produttive
Le aree di completamento sono in larga misura costruite, ciò facilita un processo di programmazione e gestione degli interventi che consenta di raggiungere lo scopo di rientrare nei limiti di insediamento proposti nel programma elettorale del centro-sinistra.
E’ sotto gli occhi di tutti che la fisionomia del paese è cambiata, sono scomparse attività produttive e singole abitazioni e, al loro posto, sono stati costruiti alloggi di ridotte dimensioni che hanno principalmente soddisfatto il mercato esterno, accentuando le problematiche connesse alla viabilità e ai servizi.
OBIETTIVI DEL DOCUMENTO DI PIANO
L’obiettivo generale del Piano di Governo del Territorio deve riguardare la qualità dell’ambiente, degli spazi aperti, la sostenibilità delle scelte in un quadro di equilibrio tra consumi di territorio e produzione delle risorse necessarie
Le basi di partenza per raggiungere gli obiettivi sopra esposti sono contenute nel programma presentato ai cittadini in occasione degli impegni presi in questa tornata amministrativa:
-gestire il territorio in modo corretto e oculato affinché esso non sia meramente consumato, bensì salvaguardato;
-contenere l’incremento abitativo prevedendo l’insediamento di 100/120 persone all’anno;
-consentire ai cittadini residenti di poter soddisfare le necessità abitative proprie e dei loro familiari;
-garantire la possibilità di espansione alle aziende produttive artigianali o industriali;
-migliorare la viabilità complessiva del comune mediante la realizzazione di alcune bretelle di collegamento e la creazione di sensi unici;
-produrre le necessarie risorse per mantenere e potenziare i servizi esistenti con l’obiettivo di contenere la tassazione individuale;
-mantenere la fisionomia di Passirano nella condizione attuale, al fine di consegnare alle generazione future un territorio correttamente gestito e salvaguardato.
-curare la tipologia ed il modo di costruire salvaguardando la realtà esistente ed inserendo le nuove costruzione in modo armonioso nel contesto in cui sorgono.
OBIETTIVI DEL PIANO DELLE REGOLE
· Tutela e salvaguardia dei centri storici recependo la normativa approvata nel 2005 dal consiglio comunale.
· Tutela e salvaguardia di edifici monumentali, di alcune ville padronali e relative pertinenze;
· Tutela e salvaguardia delle colline, delle zone boschive, delle zone umide ed idrogeologiche;
· Tutela e salvaguardia degli edifici storici e delle cascine rurali esistenti con specificazione delle modalità di intervento.
· Tutele e salvaguardia delle zone agricole con particolare riferimento alla viticoltura
· Contenimento del consumo del suolo nei limiti necessari al raggiungimento degli obbiettivi di incremento della popolazione.
· Riduzione dei rapporti tra superficie edificata e aree messe a disposizione al fine di garantire maggiori spazi filtranti, coni di visualità aperti e aree a verde
· Contenimento dei rischi di erosione del territorio collinare e pedecollinare
· Introduzione del parametro della superficie lorda di pavimento quale misura di controllo della quantità da edificare, in sostituzione del vecchio parametro volumetrico;
· Mantenere invariata la norma attualmente in vigore che regola l’altezza degli edifici con lo scopo di impedire la realizzazione del terzo piano
· Prevedere una più puntuale disciplina per le destinazioni d’uso delle attività produttive in riferimento alle attività commerciali;
OBIETTIVI DEL NUOVO PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO
A) Edilizia residenziale
· Il concetto guida da perseguire deve riguardare la soddisfazione dei bisogni concreti dei residenti attraverso una gestione oculata del territorio che mantenga l’incremento abitativo, nel quinquennio di durata del piano, intorno alle 500/600 persone;
· La scomparsa degli indici consente di programmare gli interventi nel nucleo edificato e conseguentemente mantenere Passirano nelle condizione attuali; inoltre renderà possibile la pianificazione edificativa con l’inserimento di nuove aree, gestite direttamente dall’amministrazione.
· Per centrare un obiettivo così importante bisogna stabilire che l’inserimento e la gestione delle nuove aree, sia funzionale agli obiettivi di miglioramento della viabilità e di razionalizzazione del territorio. Dovrà fare ciò l’amministrazione comunale che, oltre a garantire una oculata gestione, dovrà recuperare alla comunità parte delle risorse che l’inserimento di dette aree determina.
· Si fa osservare che, per affrontare in modo organico il problema della viabilità, occorre prevedere la realizzazione di alcune bretelle di collegamento (via Castello con via Roma), via Cadendone con via Marconi e via Brognolo, via Marchiani con via all’Angelo, via Matteotti con la bretella della tangenziale ).
. Si dovranno inserire nuove aree divise per comparti con l’obiettivo di soddisfare le necessità abitative di privati cittadini.
. Si dovranno offrire ai residenti alloggi a prezzi calmierati (tramite cooperative o con la gestione diretta dell’Amministrazione) e migliorare la viabilità.
· Le residue aree di completamento andranno mantenute e la tipologia della nuova abitazione dovrà essere uguale a quelle esistenti nelle vicinanze.
· Le richieste di inserimento di nuove aree di completamento devono soddisfare il reale bisogno del richiedente, in particolare per la costruzione della prima casa. La tipologia della nuova casa dovrà essere uguale a quelle esistenti nelle vicninanze.
. Si attuerà il controllo e la gestione delle zone edificate attraverso il concetto di territorio edificato. Pur consentendo la demolizione e la ricostruzione di un fabbricato, si dovrà obbligare al mantenimento dei volumi esistenti.
.Consentire la possibilità di recupero dei sottotetti per tutti gli edifici, mantenendo inalterata l’attuale altezza di piano che corrisponde a m 7,50 dal piano di campagna e alla condizione che il recupero del sottotetto mantenga l’edificio nella sagoma esistente,.
.Consentire nei lotti saturi un modesto incremento volumetrico che soddisfi eventuali necessità di ampliamento da parte del proprietario ( detto incremento non si concederà in presenza di demolizione e ricostruzione)
· Conservazione della corografia con vincoli paesaggistici.
B) Edilizia produttiva
L’ultimo intervento di lottizzazione produttiva è stato realizzato negli anni 93/98 a Camignone, l’intervento si è concretizzato e concluso in pochissimo tempo soddisfacendo principalmente alcune richieste di imprese del territorio, lasciando un certo spazio ad imprese provenienti dall’esterno.
In questi anni sono state avanzate alcune richieste di nuove aree produttive da parte degli operatori e delle imprese che operano nel territorio.
Credo sia necessario inserire nel nuovo piano di governo del territorio nuove aree produttive al fine soddisfare le esigenze di :
· ampliamento delle imprese che operano nel territorio,
· creazione di nuove imprese e l’insediamento di nuove attività produttive e commerciali,
· dotare di servizi alcune aree per riqualificare l’assetto viario delle zone industriali, con particolare riferimento a di via Adua,;
c) EDILIZIA COMMERCIALE.
Nel nostro Comune l’unico intervento di edilizia commerciale è stato realizzato a Camignone lungo la tangenziale;
A nostro avviso la nuova disciplina per le attività commerciali deve prevedere:
· nei centri e nuclei storici solo “botteghe” e attività commerciali di vicinato
· nelle aree edificate le medie strutture di vendita potranno essere fino a 300 m2
· nelle aree produttive, potrà esserci l’insediamento di attività terziario direzionali e commerciali con strutture di vendita fino a 2500 m2
Conclusioni
Gli obiettivi qui elencati sono, in sintesi, l’impalcatura di un percorso che Sinistra Democratica ritiene importante possa essere la base di un’ampia discussione, che dovrà coinvolgere la cittadinanza attraverso incontri da gestire con le frazioni.
Ciò nell’ottica un percorso di confronto e di raccolta di spunti e suggerimenti.
Tutte le proposte che, speriamo, al popolazione avanzerà saranno valutate nell’ottica dell’interesse generale di salvaguardia dell’intero territorio del Comune. Tali proposte saranno utili ed importanti al fine di realizzare una sintesi coerente e condivisa.
Sinistra Democratica apre il confronto su questo documento programmatico; esso, infatti, pur rappresentando la linea politica di Sd, non intende porsi come esaustivo.
Riteniamo, infatti, che la politica debba – oggi - incentivare confronto e discussione a partire da quei temi locali che sollecitano tutti .
Poniamo, dunque, questo nostro scritto all’attenzione della cittadinanza affinché possa essere discusso, semmai integrato o migliorato, attraverso la collaborazione di chi ne condivide lo spirito e intende, con noi, farlo crescere.
In ultimo, Sinistra Democratica propone , al fine di dare valore al rapporto con i cittadini, la creazione di una mostra degli elaborati che, a conclusione dell’elaborazione del piano, possa illustrare il lavoro fatto con i contributi e le proposte dati dai cittadini.
L’attuale strumento urbanistico è stato ritenuto superato dalla giunta di centro sinistra agli inizi della passata legislatura anno 1999/2000;
Il ritardo accumulato nella stesura del nuovo strumento urbanistico ( è stato regolamentato solo il nucleo antico) è senza dubbio elevato .
Occorrono, oggi, regole chiare e snelle che coniugando l’ordinato sviluppo del territorio con l’incremento demografico mantengano negli anni a venire la fisionomia di Passirano dotandolo di moderni servizi e strutture adeguate.
Nel mese di marzo 2005, la regione Lombardia, ha promulgato la nuova legge di governo del territorio; detta legge cambia radicalmente le modalità di gestione dello stesso, da tutti conosciute e applicate a partire dal 1976.
Il piano di governo del territorio è articolato in tre atti, dotati di propria autonomia di gestione e previsione , ma concepiti all’interno di un unico processo di pianificazione cosi nominati:
· Documento di piano (strumento per esplicitare gli obbiettivi e le azioni per un corretto sviluppo economico e per la valorizzazione delle risorse disponibili)
· Piano dei servizi (strumento per esplicitare l’armonizzazione tra gli insediamenti ed i servizi necessari)
· Piano delle regole (strumento che regola l’ edificazione in un contesto di salvaguardia della qualità urbana e territoriale)
Il piano del governo del territorio si completa con l’approvazione del piano paesaggistico, della carta geologica e del piano di zonizzazione acustica.
OBIETTIVI GENERALI
Affrontare e gestire attraverso il Piano Di Governo del territorio il futuro di Passirano offre a noi la possibilità di determinare il cambiamento e la modernizzazione che i cittadini ci hanno richiesto.
Nel contesto di salvaguardia e di contenimento del consumo del suolo, di reperimento di risorse economiche per il potenziamento dei servizi erogati alla popolazione, occorre attivare una politica di riequilibrio tra le aree residenziali, produttive e commerciali
Negli scorsi anni si è registrato un incremento abitativo maggiore di quello previsto nel programma elettorale; nel contempo è rimasta pressoché invariata l’estensione delle aree produttive
Le aree di completamento sono in larga misura costruite, ciò facilita un processo di programmazione e gestione degli interventi che consenta di raggiungere lo scopo di rientrare nei limiti di insediamento proposti nel programma elettorale del centro-sinistra.
E’ sotto gli occhi di tutti che la fisionomia del paese è cambiata, sono scomparse attività produttive e singole abitazioni e, al loro posto, sono stati costruiti alloggi di ridotte dimensioni che hanno principalmente soddisfatto il mercato esterno, accentuando le problematiche connesse alla viabilità e ai servizi.
OBIETTIVI DEL DOCUMENTO DI PIANO
L’obiettivo generale del Piano di Governo del Territorio deve riguardare la qualità dell’ambiente, degli spazi aperti, la sostenibilità delle scelte in un quadro di equilibrio tra consumi di territorio e produzione delle risorse necessarie
Le basi di partenza per raggiungere gli obiettivi sopra esposti sono contenute nel programma presentato ai cittadini in occasione degli impegni presi in questa tornata amministrativa:
-gestire il territorio in modo corretto e oculato affinché esso non sia meramente consumato, bensì salvaguardato;
-contenere l’incremento abitativo prevedendo l’insediamento di 100/120 persone all’anno;
-consentire ai cittadini residenti di poter soddisfare le necessità abitative proprie e dei loro familiari;
-garantire la possibilità di espansione alle aziende produttive artigianali o industriali;
-migliorare la viabilità complessiva del comune mediante la realizzazione di alcune bretelle di collegamento e la creazione di sensi unici;
-produrre le necessarie risorse per mantenere e potenziare i servizi esistenti con l’obiettivo di contenere la tassazione individuale;
-mantenere la fisionomia di Passirano nella condizione attuale, al fine di consegnare alle generazione future un territorio correttamente gestito e salvaguardato.
-curare la tipologia ed il modo di costruire salvaguardando la realtà esistente ed inserendo le nuove costruzione in modo armonioso nel contesto in cui sorgono.
OBIETTIVI DEL PIANO DELLE REGOLE
· Tutela e salvaguardia dei centri storici recependo la normativa approvata nel 2005 dal consiglio comunale.
· Tutela e salvaguardia di edifici monumentali, di alcune ville padronali e relative pertinenze;
· Tutela e salvaguardia delle colline, delle zone boschive, delle zone umide ed idrogeologiche;
· Tutela e salvaguardia degli edifici storici e delle cascine rurali esistenti con specificazione delle modalità di intervento.
· Tutele e salvaguardia delle zone agricole con particolare riferimento alla viticoltura
· Contenimento del consumo del suolo nei limiti necessari al raggiungimento degli obbiettivi di incremento della popolazione.
· Riduzione dei rapporti tra superficie edificata e aree messe a disposizione al fine di garantire maggiori spazi filtranti, coni di visualità aperti e aree a verde
· Contenimento dei rischi di erosione del territorio collinare e pedecollinare
· Introduzione del parametro della superficie lorda di pavimento quale misura di controllo della quantità da edificare, in sostituzione del vecchio parametro volumetrico;
· Mantenere invariata la norma attualmente in vigore che regola l’altezza degli edifici con lo scopo di impedire la realizzazione del terzo piano
· Prevedere una più puntuale disciplina per le destinazioni d’uso delle attività produttive in riferimento alle attività commerciali;
OBIETTIVI DEL NUOVO PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO
A) Edilizia residenziale
· Il concetto guida da perseguire deve riguardare la soddisfazione dei bisogni concreti dei residenti attraverso una gestione oculata del territorio che mantenga l’incremento abitativo, nel quinquennio di durata del piano, intorno alle 500/600 persone;
· La scomparsa degli indici consente di programmare gli interventi nel nucleo edificato e conseguentemente mantenere Passirano nelle condizione attuali; inoltre renderà possibile la pianificazione edificativa con l’inserimento di nuove aree, gestite direttamente dall’amministrazione.
· Per centrare un obiettivo così importante bisogna stabilire che l’inserimento e la gestione delle nuove aree, sia funzionale agli obiettivi di miglioramento della viabilità e di razionalizzazione del territorio. Dovrà fare ciò l’amministrazione comunale che, oltre a garantire una oculata gestione, dovrà recuperare alla comunità parte delle risorse che l’inserimento di dette aree determina.
· Si fa osservare che, per affrontare in modo organico il problema della viabilità, occorre prevedere la realizzazione di alcune bretelle di collegamento (via Castello con via Roma), via Cadendone con via Marconi e via Brognolo, via Marchiani con via all’Angelo, via Matteotti con la bretella della tangenziale ).
. Si dovranno inserire nuove aree divise per comparti con l’obiettivo di soddisfare le necessità abitative di privati cittadini.
. Si dovranno offrire ai residenti alloggi a prezzi calmierati (tramite cooperative o con la gestione diretta dell’Amministrazione) e migliorare la viabilità.
· Le residue aree di completamento andranno mantenute e la tipologia della nuova abitazione dovrà essere uguale a quelle esistenti nelle vicinanze.
· Le richieste di inserimento di nuove aree di completamento devono soddisfare il reale bisogno del richiedente, in particolare per la costruzione della prima casa. La tipologia della nuova casa dovrà essere uguale a quelle esistenti nelle vicninanze.
. Si attuerà il controllo e la gestione delle zone edificate attraverso il concetto di territorio edificato. Pur consentendo la demolizione e la ricostruzione di un fabbricato, si dovrà obbligare al mantenimento dei volumi esistenti.
.Consentire la possibilità di recupero dei sottotetti per tutti gli edifici, mantenendo inalterata l’attuale altezza di piano che corrisponde a m 7,50 dal piano di campagna e alla condizione che il recupero del sottotetto mantenga l’edificio nella sagoma esistente,.
.Consentire nei lotti saturi un modesto incremento volumetrico che soddisfi eventuali necessità di ampliamento da parte del proprietario ( detto incremento non si concederà in presenza di demolizione e ricostruzione)
· Conservazione della corografia con vincoli paesaggistici.
B) Edilizia produttiva
L’ultimo intervento di lottizzazione produttiva è stato realizzato negli anni 93/98 a Camignone, l’intervento si è concretizzato e concluso in pochissimo tempo soddisfacendo principalmente alcune richieste di imprese del territorio, lasciando un certo spazio ad imprese provenienti dall’esterno.
In questi anni sono state avanzate alcune richieste di nuove aree produttive da parte degli operatori e delle imprese che operano nel territorio.
Credo sia necessario inserire nel nuovo piano di governo del territorio nuove aree produttive al fine soddisfare le esigenze di :
· ampliamento delle imprese che operano nel territorio,
· creazione di nuove imprese e l’insediamento di nuove attività produttive e commerciali,
· dotare di servizi alcune aree per riqualificare l’assetto viario delle zone industriali, con particolare riferimento a di via Adua,;
c) EDILIZIA COMMERCIALE.
Nel nostro Comune l’unico intervento di edilizia commerciale è stato realizzato a Camignone lungo la tangenziale;
A nostro avviso la nuova disciplina per le attività commerciali deve prevedere:
· nei centri e nuclei storici solo “botteghe” e attività commerciali di vicinato
· nelle aree edificate le medie strutture di vendita potranno essere fino a 300 m2
· nelle aree produttive, potrà esserci l’insediamento di attività terziario direzionali e commerciali con strutture di vendita fino a 2500 m2
Conclusioni
Gli obiettivi qui elencati sono, in sintesi, l’impalcatura di un percorso che Sinistra Democratica ritiene importante possa essere la base di un’ampia discussione, che dovrà coinvolgere la cittadinanza attraverso incontri da gestire con le frazioni.
Ciò nell’ottica un percorso di confronto e di raccolta di spunti e suggerimenti.
Tutte le proposte che, speriamo, al popolazione avanzerà saranno valutate nell’ottica dell’interesse generale di salvaguardia dell’intero territorio del Comune. Tali proposte saranno utili ed importanti al fine di realizzare una sintesi coerente e condivisa.
Sinistra Democratica apre il confronto su questo documento programmatico; esso, infatti, pur rappresentando la linea politica di Sd, non intende porsi come esaustivo.
Riteniamo, infatti, che la politica debba – oggi - incentivare confronto e discussione a partire da quei temi locali che sollecitano tutti .
Poniamo, dunque, questo nostro scritto all’attenzione della cittadinanza affinché possa essere discusso, semmai integrato o migliorato, attraverso la collaborazione di chi ne condivide lo spirito e intende, con noi, farlo crescere.
In ultimo, Sinistra Democratica propone , al fine di dare valore al rapporto con i cittadini, la creazione di una mostra degli elaborati che, a conclusione dell’elaborazione del piano, possa illustrare il lavoro fatto con i contributi e le proposte dati dai cittadini.
sabato 1 settembre 2007
Quando il palazzo ignora la realtà...
Da La Repubblica, 30 Agosto 2007, (autore Giuseppe D'avanzo)
Riportiamo una articolo che riteniamo acuto e schietto. Un invito a riflettere sull'urgenza di una politica nuova.
Per agevolare la lettura, abbiamo evidenziato le parti da noi considerate importanti ai fini del nostro percorso interpretativo.
Riportiamo una articolo che riteniamo acuto e schietto. Un invito a riflettere sull'urgenza di una politica nuova.
Per agevolare la lettura, abbiamo evidenziato le parti da noi considerate importanti ai fini del nostro percorso interpretativo.
Lavavetri, racket, pedofili, incendiari, mafiosi. Il dibattito politico sembra orientato finalmente verso la realtà, quello sgradevole accidente così poco elegante con cui bisogna fare i conti perché la gente che vota – e decide del potere – ci vive immersa fino al collo. Potrebbe essere un eccellente indizio, un segnale di rinnovamento di un Palazzo che, soffocato dalla sua autoreferenzialità, si sporge dal balcone, scende in strada e cerca di accostarsi alla "vita reale" considerata finora informe, noiosa, insignificante. Purtroppo non c’è da entusiasmarsi, se non per il tempo necessario ad ascoltare quel che vanno dicendo i Grandi Inquilini venuti giù in strada. Si può fare qualche nome a caso, e parleremo dei più seri del centro-sinistra, non dei ciarlatani che, a destra, s’improvvisano da tempo imprenditori politici della paura. Di Bertinotti, ad esempio, e soltanto perché è l’ultimo ad avere preso la parola a proposito dei lavavetri. Mi piacerebbe che si colpisse prima il racket che li organizza, dice. Ma è proprio vero che ci sia un racket? Se ci si rivolge ai procuratori di mezz’Italia, la risposta sarà un no, non c’è traccia nel loro lavoro di un racket di lavavetri. Di minorenni costretti in stato di schiavitù a mendicare, sì. Di donne costrette a prostituirsi, sì. Di lavavetri, no. La questione non cambia nella forma, certo. Se a Firenze i lavavetri sono aggressivi e minacciano e impauriscono i più deboli, perché è più facile, è doveroso proteggersene e punirli e prevenire le mosse di quella massa critica di emarginati che affligge le città con una criminalità predatoria e diffusa. Ma il fatto è che contro questo tipo di criminalità – al di là di qualche ossessivo luogo comune propagandistico – la mano è già pesante. Per oltre l’80 per cento, le nostre carceri sono affollate proprio da quella gente lì, emarginati, tossicodipendenti, migranti. La vogliamo più pesante? Bene, se servisse. Ma siamo proprio sicuri che portando quella percentuale a 85/90 per cento le città ne abbiano sollievo? Discutibile, se non si affrontano anche le ragioni del crimine. «Tough on crime, tough on the causes of crime», diceva Tony Blair già nel 1993. Quelle ragioni andrebbero dunque esplorate. Ignorarle come fanno i Grandi Inquilini cambia allora nella sostanza la questione perché alla politica spetta non solo alleviare i sintomi della patologia, ma contenerne le cause. In quanto a questo gli Inquilini del Palazzo – anche quando sembrano voler abbandonare il paradigma che associa il crimine diffuso al disagio sociale – appaiono a corto di idee anche perché, soprattutto, a corto di informazioni. Per fare un altro esempio e un altro nome. Veltroni. Sostiene che la privacy per i pedofili non debba valere, devono portare scritto in fronte o sulla carta d’identità – non si è ben capito – quel che sono. Può essere un’idea. Ma è proprio certo che la pedofilia sia così estesa da giustificare una sospensione così rilevante dei diritti paragonabile soltanto a quella inaugurata con l’11 settembre? E’ possibile, come si chiedeva Lietta Tornabuoni qualche tempo fa, che tanti italiani siano pedofili? Non si ha ragione a coltivare qualche dubbio se gli unici dati a disposizione sono originati da quelle organizzazioni che di lotta alla pedofilia vivono e prosperano? Non è legittimo temere che la loro rappresentazione della realtà sia troppo intenzionale? Si può paventare che il contrasto alla pedofilia, odiosa e spaventevole come il terrorismo, sia il nuovo prodotto lanciato sul mercato della paura, il nuovo grimaldello per violare a uso delle polizie privacy, comunicazioni, propensioni, curiosità, reti sociali? Gli esempi potrebbero continuare. Ancora uno. Di nuovo Veltroni, e in attesa che Bindi e Letta dicano la loro. E’ ragionevole andare in Calabria per spiegare che la confisca dei beni debba essere lo strumento per sconfiggere la ‘ndrangheta senza dire perché e per responsabilità di chi quello strumento, già a disposizione, è stato mozzo fino a oggi? O, per dirne un’altra, tacere che i capitali delle mafie non sono a Locri, ma a Milano, in Germania, in Svizzera? Si può non dare ragione del perché soltanto il 12 per cento dei detenuti è in carcere per fatti di sangue o di mafia? Più di trent’anni fa, Pier Paolo Pasolini si chiedeva perché «la cronaca» fosse relegata in un «ghetto mentale», chiusa in un «reparto stagno». Analizzata, sfruttata, manipolata, ma «non collegata con la storia seria, non resa cioè significativa». Perché rapine, rapimenti, criminalità minorili, furti, omicidi gratuiti, protestava, sono in concreto «esclusi dalla logica e comunque mai concatenati»? Perché, chiedeva (era il 1975), «questa diacronia tra la cronaca e l’universo mentale di chi si occupa di problemi politici e sociali?». Sono domande che hanno ancora un’ostinatissima attualità. Pasolini si rispondeva che a quella «massa di criminaloidi» (italiani) «non si può parlare in nome di niente» e che le poche élites colte sono «soffocate, da una parte, dal conformismo e, dall’altra, dalla disperazione». E’ una ragione che dopo trent’anni ancora tiene.
Al lavavetri di Firenze, al di là di una minaccia, non si sa che cosa dire né il lavavetri ha voglia di sentirsi dire qualcosa. Quel che appare peggiorato da quel tempo è che le élites colte non avvertono con disperazione la loro impotenza. L’alleviano e la nascondono con un ordinario conformismo che ha come unica direzione l’inseguimento delle paure (reali o virtuali, non importa), dei desideri, delle ambizioni, degli egoismi e furbizie di italiani confusi e contraddittori: vogliono prostitute, ma non vederle sotto casa; vogliono cocaina, ma non lo spacciatore nella strada accanto; vogliono lavoro a basso costo e in nero, ma non clandestini. Il solo orizzonte in cui si muovono oggi gli Inquilini, usciti dal Palazzo incontro alla «cronaca», è quella fantasmagoria di «coriandoli» che oggi è l’antropologia italiana. I riformisti non fanno eccezione. Credono di poter così aumentare il loro consenso. E’ un’illusione. Berlusconi, come sostiene Giuseppe De Rita, assomiglia troppo a quel che sono diventati gli italiani per potere essere sconfitto su quel terreno. Davvero è così difficile capirlo? Davvero è troppo chiedere che un onesto riformismo, liberato dagli ideologismi, non accompagni e sfreghi e strusci la realtà, ma comprendendone le verità nascoste, abbia l’ambizione di modificarla?
Iscriviti a:
Post (Atom)